Sottosegretari giunta Toti, il Pd: dopo Piano casa arriva Piano casta

1
CONDIVIDI
Il capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita
Il capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita
Il capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita

GENOVA. 24 MAG. “Dopo il Piano casa arriva il Piano casta”. Oggi i consiglieri regionali del Pd hanno battezzato così il disegno di legge di modifica dello statuto presentato dal centrodestra, con l’obiettivo di istituire la figura dei sottosegretari.

“Questa maggioranza – accusa la capogruppo Raffaella Paita – ha gettato la maschera, dimostrando una scarsa coerenza e chiarendo a tutti quanti che al centrodestra di diminuire i costi della politica importa ben poco. Anzi: da un anno non fa che aumentarli. Eppure alcuni degli attuali consiglieri e assessori regionali, quando sedevano tra i banchi della minoranza poco più di 12 mesi fa, sostenevano posizioni diametralmente opposte. Forse hanno perso la memoria, o più semplicemente hanno cambiato idea”.

Paita infatti ha ricordato, insieme al consigliere del Pd Pippo Rossetti “le battaglie della Lega Nord contro gli assessori esterni o contro il settimo assessore: secondo loro ne sarebbero bastati sei. Oggi che sono al governo della Regione però, non soltanto dicono che sette assessori sono pochi, ma vogliono anche affiancargli tre sottosegretari”.

 

Una sorta di vice assessori che secondo Barbagallo sembrano quasi delle “badanti, perché forse in questi dodici mesi, il presidente Toti si è accorto che alcuni componenti della sua giunta non sono in grado di svolgere i compiti che gli sono stati assegnati. Ma allora sarebbe stato meglio un rimpasto, invece che la nomina di altre tre figure che peseranno sulle spalle dei cittadini”.

Il consigliere Giovanni Lunardon ha poi precisato che “quando il centrosinistra governava la Regione ha abolito i vitalizi, tagliato gli stipendi e ridotto il numero dei consiglieri. E tra le prime proposte di legge del Pd c’è stata un’ulteriore riduzione degli emolumenti, ma la maggioranza non solo ha bocciato questa proposta, ma ha fatto dimettere da consiglieri due assessori favorendo l’ingresso in aula di due persone e in più. Oggi vuole far lievitare ulteriormente i costi aggiungendo tre sottosegretari”.

Anche il consigliere Valter Ferrando ha ricordato l’incongruenza delle attuali posizioni del centrodestra con quelle espresse un anno fa. “Se allora ci fosse stata una condivisione e non una posizione demagogica – ha concluso – forse le posizioni di oggi sarebbero diverse. Io ho proposto in un emendamento che i sottosegretari vengano scelti tra i consiglieri regionali e questo non porterebbe ad alcun aggravio di costi”.

 

1 COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO