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Soroptimist Day 2016, la solidarietà del Dottor Roberto Ravera

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Sanremo: al Soroptimist Day 2016 la solidarietà silenziosa del Dottor Roberto Ravera

IMPERIA. 11 DIC. Grande partecipazione alla celebrazione del Soroptimist Day, sabato mattina, 10 dicembre 2016, presso la Biblioteca Civica “Francesco Corradi” di Sanremo.

Un appuntamento annuale dedicato al tema della promozione dei Diritti Umani, nello spirito di Soroptimist International Italia, un’associazione femminile che promuove in tutta Italia, e nel mondo, azioni di service club per favorire l’accettazione delle diversità, lo sviluppo sostenibile e la pace.

Dignità, umanità, solidarietà tre parole chiave nell’incontro dal titolo: “Violenza, maltrattamento e abuso nell’infanzia nei paesi in via di sviluppo: l’esperienza della Sierra Leone”.


Un tema quello proposto dal Club Soroptimist di Sanremo ancora più significativo perché coincide con la Giornata Mondiale dei Diritti Umani, promossa dalle Nazioni Unite per ribadire l’impegno a tutela dell’alto valore morale della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, adottata nel dicembre 1948.

Un documento essenziale troppo spesso violato nel silenzio quasi totale dei media, come ci ricorda Donatella Cataldo Molinari, Presidente del Soroptimist Club di Sanremo, che ha voluto fortemente la presenza del dottor Roberto Ravera, direttore della Struttura Complessa di Psicologia ASL1 Imperiese.

Ma soprattutto attuale presidente di Family Homes Movement – FHM Italia, organizzazione non lucrativa che, sulla base dell’esperienza quarantennale di Padre Bepi Berton (Missionario Saveriano, ndr), riunisce un gruppo di volontari italiani attivi in Sierra Leone, tra i Paesi più poveri del West Africa.

Obiettivo del loro impegno quotidiano il difficile recupero psicologico e sociale della parte più vulnerabile della società ma che ne rappresenta il futuro: i bambini e gli adolescenti.

Il dottor Ravera lascia che siano le immagini e i video, girati nell’area di Freetown (capitale della Sierra Leone), a parlare. Bambini-soldato ed adolescenti martoriati nel fisico e nell’anima che conoscono troppo presto il lato peggiore dell’umanità. Lavoro minorile, violenza, bullismo, stalking, droga, prostituzione, abuso sui minori, autolesionismo, rapporti sessuali non protetti, HIV, credenze popolari contrarie alla dignità umana. Un vaso di Pandora scoperchiato che si riversa ogni giorno in bidonville in cui si estendono immense discariche a cielo aperto dove le condizioni igieniche sono pressoché sconosciute. In questo ambiente, non degno di essere chiamato “ecosistema”, vivono le nuove generazioni esposte ad ogni rischio di malattia e di pericolo. Ma come si è potuti giungere a questo?

“Le guerre, lo sfruttamento senza regole del territorio da parte di grandi multinazionali, un’amministrazione locale incompetente e disinteressata, una corruzione dilagante unita ad un’urbanizzazione incontrollata ha determinato la ‘morte culturale’ del Paese e la totale incapacità di garantire le basilari norme igieniche e di profilassi (lo dimostra la rapida propagazione del virus Ebola nel 2014)”, fa notare il dottor Ravera.

Una testimonianza forte, scioccante che, senza cadere nella pornografia del dolore e nel gratuito vittimismo, fa riflettere sul vero significato da dare alla solidarietà e sul perché situazioni come queste possano ancora esistere ed essere tollerate, a livello nazionale ed internazionale.

Il sorriso di molti dei bambini e dei ragazzi affidati alle cure dei volontari sono un segno di speranza per il futuro. Una tendenza alla solidarietà più autentica, quella che fa senza fare rumore, che è in netto aumento e dimostra la grande “forza solidale” del popolo italiano, come sottolineano, concludendo, il dottor Ravera e Caterina Castagneto, fisioterapista, anche lei volontaria impegnata in un progetto analogo ad Haiti, promosso dal dottor Amoretti.

A seguire, il medley musicale (voce ed arpa celtica) ispirato alle più belle melodie del mondo, offerto dal soprano Claudia Murachelli, ha voluto ribadire l’importanza culturale della musica, lingua universale, per tenere alta la bandiera della civiltà umana.

Un epilogo che ha scaldato i cuori dei presenti nella speranza di un mondo in cui sentimenti di umanità prevalgano su ogni altra cosa.

Maurizio Abbati

Link utili:

Family Homes Movement – FHM Italia

Club Soroptimist di Sanremo

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