Sono innocente, spero che lo siate anche voi: ma loro non pagano mai

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Il grande giornalista genovese Enzo Tortora, uomo onesto e perbene, vittima di malagiustizia

GENOVA. 14 SET. Il punto è che, nel sistema giudiziario italiano, non sembra sia cambiato granché. Sono passati 30 anni, ma loro sono ancora intoccabili e non pagano mai. Anzi, ora come allora, alcuni di quelli che fanno danni continuano a fare carriera ed ottenere incarichi di prestigio, come avvenuto per alcuni magistrati coinvolti nella vergognosa vicenda di Enzo Tortora.

Eppure, il popolo italiano, in nome del quale loro sottoscrivono sentenze, si è espresso chiaramente sulla responsabilità civile dei magistrati, addirittura con percentuali bulgare (80% a favore). Tuttavia, la volontà popolare è stata ignorata da gran parte dei politici al governo o all’opposizione, che a tutt’oggi continuano a fare gli gnorri.

Il caso del grande giornalista genovese, uomo onesto e perbene, è uno dei simboli delle tante ingiustizie e dello schifo che non cambia, non solo di semplice malagiustizia dovuta ad un errore che qualunque essere umano può commettere. D’altronde, il famoso conduttore di Portobello lo spiegò benissimo e glielo disse pure in faccia: “Sono innocente, spero dal profondo del cuore che lo siate anche voi”.

 

Enzo Tortora fu ingiustamente arrestato il 17 giugno 1983, condannato in primo grado a 10 anni e messo alla gogna mediatica, con la complicità esterna di alcuni giornalisti intellettualmente poco indipendenti e un po’ troppo asserviti ai magistrati, come talvolta capita ancora adesso.

Però, la parte intelligente e sana dell’Italia credette a lui, non a quelli che lo incriminarono e lo condannarono. Anche se all’epoca non esisteva la valanga di informazioni e controinformazioni diffuse oggi attraverso il web.

Poi, il 15 settembre 1986, fu assolto con formula piena dall’accusa di traffico di droga e camorra e tornò in Tv: “Dove eravamo rimasti?”.

Enzo Tortora nacque nella nostra città il 30 novembre 1928 e scomparse a Milano il 18 maggio 1988. A meno di due anni dalla fine del suo calvario giudiziario, che lo segnò irrimediabilmente.

Ora anche la Rai, a 30 anni dall’assoluzione, lo ricorda con una serie di appuntamenti. Stasera va in onda uno speciale di Bruno Vespa a Porta a Porta. Altri spazi in ricordo della vicenda sono in programma tra oggi e domani su Blob, Unomattina, La vita in diretta, Telegram, Amarcord. Fabrizio Graffione

 

4 COMMENTI

  1. Eppure la casta si potrebbe eliminare come ? Siamo il popolo è in tanti se solo x una volta eliminiamo i colori politici e uniamo le forze questi hanno finito . Ma viva calcio fornelli zoccole in tv giochi etc che ci lamentiamo se manca questo.
    Un pensiamoci Italia ?

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