Solidarietà a Paita, ma il Pd evita di parlare su Mondello e Boitano

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L'attuale capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita con l'ex governatore Claudio Burlando
L'attuale capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita con l'ex governatore Claudio Burlando
L’attuale capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita con l’ex governatore ligure Claudio Burlando

GENOVA. 21 GIU. “In merito alla questione del depuratore del Tigullio orientale citata nelle intercettazione è facilmente verificabile come la linea dell’amministrazione regionale di cui faceva parte Raffaella Paita non si sia mai spostata (neppure dopo la nostra sconfitta elettorale) dalla realizzazione di un impianto comprensoriale. Proprio il contrario di ciò che il sindaco Sanguineti voleva. Quindi i fatti (come si può desumere chiaramente dalla riunione con i sindaci e la Regione del marzo 2015) smentiscono alcune forzatura e insinuazioni lette in queste ore che riguardano Raffaella Paita, a cui va la nostra solidarietà”.

Il gruppo regionale del Pd oggi è intervenuto nuovamente sull’inchiesta per ‘ndrangheta, rifiuti e favori avviata dalla procura antimafia di Genova, che ieri ha portato all’operazione della Dia e dello Sco con 8 arresti e una ventina di indagati.

Tuttavia, il Pd non ha parlato sul fatto che tra gli arrestati c’è l’ex deputata Udc Gabriella Mondello, che l’anno scorso aveva sostenuto Paita, e tra gli indagati c’è l’ex assessore della giunta Burlando, Giovanni Boitano (Liguri con Paita) che si era presentato alle regionali del 2015 nello schieramento di centrosinistra.

 

“Come dimostrano i fatti di Lavagna – ha solo aggiunto il gruppo del Pd – sul nostro territorio sta emergendo un intreccio inquietante fra politica e criminalità organizzata. Il Pd ha piena fiducia nell’azione della magistratura e confida che venga fatta piena luce in questa realtà torbida emersa dall’indagine. Vicende come queste ci dimostrano che le amministrazioni pubbliche devono avere gli anticorpi e gli strumenti giusti per impedire qualsiasi tipo di infiltrazione della criminalità organizzata. L’attuale amministrazione comunale di Lavagna risulta molto colpita in quest’inchiesta a partire dal sindaco e dal vicesindaco. Chiediamo pertanto che il primo cittadino e l’amministrazione ne traggano le debite conclusioni. A rafforzare la nostra posizione c’è anche la possibilità che la Prefettura possa chiedere al Viminale l’accesso antimafia al Comune di Lavagna, come prevede la legge Severino.

In Regione va affrontata sin da subito una discussione sugli strumenti legislativi – e non solo – per rafforzare i provvedimenti amministrativi anti-mafia e per la legalità. Quindi abbiamo chiesto che si affronti immediatamente in Commissione il tema, a partire dalla nostre proposta di legge antimafia, a prima firma Rossetti e Garibaldi”.

 

 

1 COMMENTO

  1. solidarietà alla Paita? con tutto quello che ha combinato??!! tra l’altro non ha un processo pendente per il disastro causato dalla sua inefficienza per l’alluvione?

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