SOFFERTE DIMISSIONI GRUPPO DIRIGENTE SILP CGIL GENOVA

0
CONDIVIDI

traversorobertoGENOVA. 16. LUG. Il 14 luglio il gruppo dirigente SILP CGIL di Genova ha preso una sofferta decisione, presentando le irrevocabili dimissioni. Ne citiamo i nomi e ne riportiamo le parole.

TRAVERSO Roberto ” Segretario Generale “, BARBERA Mauro, DONDERO Alessandro, DE MARINIS Giulio, RICCARDI Annalisa, PANCRAZI Fiorella, SIMONUTTI Daniele, PUGLIESE Maurizio, GAZZANIGA Riccardo, BADAGLIACCA Pietro, BARDELLE Gino, BERTUCCIO Nadia, BIASOTTI Simona, COSTA Domenico, FOSSATI Martina, GATTOLI Marco, PRASTARO Claudio, PIRRELLO Vincenzo, RICCUCCI Davide, RIVA Matteo, ROSSI Massimo.

“E’ con grande rammarico e profonda delusione che oggi, dopo anni e anni di ininterrotta attività sindacale il gruppo dirigente del SILP CGIL di Genova, a partire dal Segretario Generale, dalla Segreteria Provinciale e dal Comitato Direttivo Provinciale si trova costretto a rassegnare le dimissioni irrevocabili dalle rispettive competenze statutarie. Questa scelta non è, ovviamente, frutto di un singolo momento di disagio, ma figlia di una lunga e dolorosa riflessione che come detto coinvolge l’intero gruppo dirigenziale del Silp genovese. Un gruppo solido e coerente che ha sempre affiancato il Segretario Generale nelle difficili battaglie sindacali a tutela dei diritti dei poliziotti genovesi.

 

È proprio l’impossibilità di garantire questi diritti e combattere queste battaglie con armi vere e non spuntate, ad averci spinto sino a questa decisione, dopo aver intrapreso invano ogni tentativo per evitare questo passo: le dimissioni restano l’unica scelta percorribile dopo che da oltre un anno il SILP CGIL di Genova, una delle strutture maggiormente rappresentative a livello nazionale con quasi 600 iscritti (su un totale di circa 8.300) è stato ridotto all’impossibilità di lavorare.

La nostra “colpa” è quella di aver cercato di esprimere una posizione di dissenso rispetto alla linea nazionale. Da tempo , infatti, i colleghi ci chiedevano di farci portavoce di istanze ben precise tra cui quella di mantenere fede ai valori per i quali il SILP era nato quindici anni fa, ovvero di rappresentare una forza sindacale innovativa e propulsiva all’interno del panorama sindacale. La nostra base ci continua a chiedere una vertenzialità forte rispetto ad un’Amministrazione che troppo spesso non rispetta per prima le normative e gli accordi sottoscritti.

Con questo spirito a Genova siamo cresciuti sino a diventare il primo sindacato in Questura e triplicando negli anni i nostri consensi. Abbiamo ottenuto numerosi successi importanti inchiodando l’Amministrazione di fronte alle proprie responsabilità ma questi successi sono stati raggiunti contando sulle nostre sole forze: tutte le istanze, le proposte e le vertenze che dovevano essere seguite e sostenute a Roma, inerosabilmente, finivano nel dimenticatoio, si perdevano nel calderone di un sindacato troppo morbido e acquiescente verso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Gli iscritti ci hanno chiesto prese di posizioni, dibattiti e attività su temi fondamentali per il loro lavoro: sulla carenza di risorse e i tagli dei presidi, sulle dotazioni tecniche, sui protocolli operativi, sulla gestione dell’ordine pubblico, sulle divise, sullo stress correlato, sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, sulla gestione migranti.

Su questi temi la nostra segreteria nazionale, invece, non è mai riuscita a esprimere che qualche ANSA striminzita e qualche intervista ai media, senza darci mai la soddisfazione di vedere un vero comunicato sindacale, una proposta di legge, un dibattito interno. Su diverse e fondamentali questioni non siamo ancora riusciti a capire quale sia la posizione del SILP CGIL, una posizione vera concreta e non fumosa. Basti citare il recente caso che impegna il mondo politico sul l’introduzione del reato di tortura, un tema su cui non siamo stati capaci di esprimere un’idea forte e chiara e abbiamo dovuto ascoltare invece le ben chiare, assurde e devastanti posizioni del Segretario Nazionale del SAP Tonelli che continua ad alimentare odio verso il nostro lavoro e corporativismo di categoria.

In questi anni abbiamo deciso di esprimere pubblicamente queste posizioni dentro il SILP CGIL, fiduciosi di aprire un dibattito interno per far crescere la sigla. Ci sbagliavamo. Quando, al Congresso Provinciale del 2014, abbiamo reso pubbliche queste posizioni all’interno di un emendamento votato all’unanimità da portare in discussione al Congresso Nazionale , siamo stati di fatto tagliati fuori dalla possibilità di dare il nostro contributo. Il mancato accordo sul nome del Segretario Regionale, per il quale la nostra provincia aveva un’ampia rosa di nomi oltre alla maggioranza numerica, ci ha costretto al Commissariamento e poi ci ha escluso dalla partecipazione al Congresso Nazionale di Perugia, dove abbiamo presenziato come “ospiti” e questo ci ha ferito profondamente.

Noi, una delle strutture più forti d’Italia, siamo stati ridotti ad assistere a un congresso senza dare il nostro apporto e senza aver nemmeno la possibilità di poter creare un area programmatica prevista da statuto in cui manifestare la nostra linea ed il nostro democratico dissenso. Abbiamo fatto della coerenza il nostro motto e per coerenza abbiamo cercato di tener fede a quello che resta un pilastro per la rivendicazione della piena sindacalizzazione del Comparto Sicurezza ovvero che il progetto di confederalizzazione dovrà essere specifico e non generico. In poche parole che la categoria non dovrà mai essere ingurgitata all’interno della Funzione Pubblica senza che venga salvaguardata la nostra specifica professionalità.

Evidentemente, l’effetto riscontrato presso la CGIL nazionale per aver toccato tale argomento è paragonabile a quello che accade quando si mettono le mani sui fili dell’alta tensione..peccato che il Segretario Generale del SILP Tissone, distante dalle orecchie della CGIL Nazionale, aveva giurato di crederci anche lui.,. Nonostante tutto abbiamo continuato a lavorare per mesi e mesi ancor più intensamente di prima, con il sostegno della Camera del Lavoro di Genova che dobbiamo ringraziare, soprattutto nella persona del Segretario Generale Ivano Bosco, per non averci mai fatto mancare il suo supporto e quello della sua segreteria.

Ma questo sostegno non è bastato di fronte alle scelte inequivocabili con cui la Segreteria Nazionale del SILP ha minato il nostro modo di fare sindacato: dal taglio delle risorse e delle agibilità, dalla Sindacato Italiano Lavoratori di Polizia CGIL Segreteria Provinciale Genova Sede: Genova Via Diaz, 2 (presso Questura) Telefono: 0105366495 – 0105366389; Fax: 0108608099 Indirizzo E-mail: [email protected] mancanza di risposte alle istanze e sollecitazioni inviate a Roma per tutelare i colleghi, sino all’esclusione di tutti i membri della nostra struttura dai Dipartimenti Politici che, in barba agli accordi, non sono mai stati integrati con i componenti genovesi… evidentemente troppo scomodi.

Per tutte queste ragioni questo gruppo dirigenziale con in testa il Segretario Generale Roberto Traverso, si trova costretto a dire basta. Quando abbiamo scelto di stare dentro la CGIL credevamo di entrare in un luogo di confronto e dialogo costruttivo fra posizioni anche diverse, invece quello a cui abbiamo assistito è stato il soffocamento del dissenso interno per il timore di veder minacciate le proprie posizioni di leadership. Quando abbiamo scelto di aderire al SILP credevamo in un progetto di crescita per diventare un grande sindacato di lavoratori ben calato dentro la Polizia e capace di ascoltare i problemi veri dei colleghi. Invece il progetto per questa sigla sembra quello di restare un piccolo altoparlante dei messaggi confederali della CGIL.

Un sindacato ben distante dai problemi della categoria e non dissimile da quelle forze politiche che sino ad oggi si sono rivelate incapaci di darle ascolto. A queste condizioni siamo costretti a dimetterci irrevocabilmente dal nostro mandato ma questo non significa che smetteremo di dedicarci all’attività sindacale, anzi, lo faremo con ancora maggiore forze e dedizione di prima. Il Segretario Nazionale Generale del SIAP Giuseppe Tiani ha offerto la sua disponibilità affinché le battaglie combattute in questi anni non vengano abbandonate, ma siano anzi proseguite con maggiore sostegno dentro il SIAP, una sigla con la quale abbiamo spesso avuto identità di vedute e posizioni anche politiche.

Oggi è dunque il giorno di un doloroso addio rispetto al SILP CGIL cui abbiamo dedicato anni di vita, dentro e fuori dal lavoro. Un progetto cui credevamo con forza, ma che qualcuno ha fatto naufragare. Ma oggi è anche l’inizio di un nuovo percorso. Un percorso che intraprendiamo con decisione, entusiasmo e fiducia per dare un sostengo ancora più forte ai colleghi e alle loro istanze “.

LASCIA UN COMMENTO