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SIRIA. ALEPPO SOTTO IL FUOCO DELL’ESERCITO DI ASSAD. BOMBARDATO UN PANIFICIO. AUMENTANO I PROFUGHI. SCONTRI AL CONFINE CON LA GIORDANIA

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Scene di guerriglia ad Aleppo
Scene di guerriglia ad Aleppo

ALEPPO 11 AGO. L’agenzia nazionale di stampa siriana Sana annuncia: “Centinaia di terroristi sono stati uccisi o arrestati”. La guerra si nutre anche di propaganda di parte. Si rincorrono infatti le voci di una ritirata degli insorti da Aleppo Ovest, ribelli che però smentiscono: “Siamo ancora qui”. Le ultimissme recitano di una decina di civili uccisi in un panificio in attesa di ritirare il poco pane rimasto, i ribelli catturano e rapiscono tre giornalisti della tv di Stato, mentre scontri a fuoco di registrano tra l’esercito regolare del Presidente Assad e quello giordano al confine.

Resta alta, dunque, la tensione ad Aleppo, la seconda città della Siria e capitale economica del Paese Medoirientale infuocato dalla guera civile ormai da 15 mesi con un’impennata cruente del conflitto armato in luglio e agosto, dove ieri mattina sono ripresi violentemente gli scontri tra l’esercito e i ribelli.

Aleppo, dove si combatte una delle battaglie più importanti, è però allo stremo di cibo, acqua, medicinali e anche i ribelli non nascondono di essere a corto di munizioni leggere e pesanti. L’ultimo assalto è avvenuto in un panificio nel quartiere di Tariq al-Bab, nella parte orientale della città. Dieci persone in coda per il pane hanno perso la vita e una ventina sono rimaste ferite quando l’edificio è stato colpito in pieno da una bomba. Poco prima gli uomini del presidente Bashar al Assad avevano respinto un attacco delle milizie ribelli contro l’aeroporto internazionale, uccidendo quasi tutti gli assalitori.


Il numero delle vittime, non solo ad Aleppo, ma in tutto il Paese aumenta di ora in ora: solo ieri sarebbero vicine a 100 tra miliziani, soldati di Damasco e civili di ogni età. Secondo l’emittente araba “Al Arabiya”, l’Els, l’Esercito Libero Siriano con comando operativo ad Istambul in Turchia, ha attaccato una prigione di Aleppo e ci sarebbero morti e feriti tra le guardie carcerarie.

In serata, i ribelli siriani hanno fatto sapere di aver “catturato” tre giornalisti siriani “embedded” con l’esercito regolare. I tre, ha riferito l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, “[…]lavorano per il canale televisivo di Stato ed erano insieme con i soldati ad Al-Tal”, a nord di Damasco.

Ripresi i combattimenti anche nel quartiere Salah ad Din di Aleppo, roccaforte dei ribelli siriani che ieri l’altro avevano deciso di effettuare una “ritirata tecnica” da questa zona a causa dei pesanti bombardamenti da parte delle truppe del presidente Bashar Al Assad. “Continuiamo a batterci nelle strade di Salah ad Din, perché non vogliamo abbandonare questo quartiere” – ha detto seccamente Hussam Abu Mohammad, comandante della Brigata “Dera Ashahba” dell’Esercito Libero Siriano. Le forze del regime continuano a bombardare diversi quartieri della seconda città della Siria, in particolare quello di Sahur, ha indicato l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani da Londra.

Più di 2.500 civili siriani, spesso intere famiglie, sono fuggiti verso la Turchia passando la frontiera nella notte tra giovedi e venerdi. Secondo le autorità di Ankara, gli ultimi arrivi hanno portato a circa 53mila il numero dei rifugiati siriani presenti in Turchia. Il flusso dalla Siria è continuo, malgrado le misure di sicurezza al confine rallentino gli ingressi. Secondo gli organi di informazione turchi, 3.000 rifugiati attendono sotto il sole cocente alla frontiera per mancanza di posto nei campi profughi in Turchia. Ma Ankara ha smentito queste notizie e ha affermato che altri due campi nelle province di Sanliurfa Gaziantep, vicine al confine, sono pronti a ospitare i rifugiati.

Questa settimana, tutti gli uffici dell’UNHCR, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati in Libano, Turchia, Giordania e Iraq hanno segnalato un aumento dei profughi. Fino a ieri, un totale di 146.667 persone fuggite dalla Siria era stato registrata dall’UNHCR, ma “[…]sappiamo che in diversi Paesi molti rifugiati non sono ancora registrati” – ha affermato a Ginevra un portavoce dell’organizzazione umanitaria con la bandiera blu.

L’area di Tel Shihab-Turra, al confine tra Siria e Giordania, ha visto nella notte scorsa degli scontri a fuoco tra veicoli corazzati degli eserciti regolari siriano e giordano. La zona è utilizzata come passaggio dai rifugiati in fuga dal Paese in guerra.

La Gran Bretagna si muove e annuncia che aumenterà di cinque milioni di Sterline /circa 4 milioni e mezzo di Euro) gli aiuti ai ribelli in Siria. Lo ha reso noto il Ministro degli Esteri britannico William Hague. Gli aiuti serviranno ad acquistare attrezzature per le telecomunicazioni e scorte mediche, non armi, e saranno diretti soprattutto al maggiore gruppo ribelle, il Free Syrian Army. ”Il popolo siriano non può aspettare all’infinito” – ha detto Hague in una conferenza stampa.

Gli Stati Uniti dal canto loro, mentre oggi il Segretario di Stato agli Esteri Hillary Clinton sarà in visita ad Ankara per un incontro con il Premier Reciep Erdogan, si apprestano ad annunciare nei prossimi giorni nuove sanzioni contro il regime di Assad. Lo ha dichiarato ad Accra, in Ghana, un responsabile del Dipartimento di Stato Usa a margine della visita del segretario di Stato, Hillary Clinton in Africa Occidentale. ”Una delle principali forme di pressione sono le sanzioni economiche alle quali si aggiungeranno nei prossimi giorni nuove sanzioni contro le istituzioni siriane e i sostenitori del regime” – ha reso noto la stessa fonte.

Marcello Di Meglio

2 COMMENTI

  1. Da non credere, i tagliagole anticristiani dell’ISIS stanno dilagando in Siria ed Iraq e queste teste di minchia di anglosassoni non trovano di meglio che aumentare gli aiuti al Free Syrian Army che nel panorama della ribellione siriana è ormai nettamente minoritario rispetto ai fondamentalisti islamici….

  2. Vero, gentile Max, vero! Noi non possiamo far altro che documentare i fatti. A voi ns. lettori toccano i commenti sempre molto graditi.
    Un caro saluto. Marcello Di Meglio. Caporedattore LN

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