Sinistra e M5S ritirano mozione su De Paoli perché sbagliano

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Gogna mediatica per il consigliere regionale Giovanni De Paoli (Lega): ora M5S e Rete a Sinistra hanno ritirato la mozione contro di lui
Gogna mediatica per il consigliere regionale Giovanni De Paoli (Lega): ora M5S e Rete a Sinistra hanno ritirato la mozione contro di lui
Gogna mediatica per il consigliere regionale Giovanni De Paoli (Lega): ora M5S e Rete a Sinistra hanno ritirato la mozione contro di lui

GENOVA. 19 FEB. “Di fronte a fatti così importanti e delicati, non abbiamo intenzione di limitarci a un impegno generico e di facciata”.

Con queste motivazioni, M5S e Rete a Sinistra oggi hanno deciso di ritirare la mozione congiunta, con cui chiedevano ulteriori accertamenti sul caso De Paoli e una stigmatizzazione chiara di eventuali frasi e comportamenti omofobi in consiglio regionale.

La mozione era stata depositata in Regione dai due gruppi di minoranza, salvo poi ricevere lo stop dagli uffici tecnici. Il motivo è procedurale: l’unico organo deputato ad occuparsi del tema, hanno spiegato gli uffici tecnici, è l’ufficio di presidenza del consiglio, ossia Bruzzone (Lega), Rossetti (Pd), Muzio (FI), e non la giunta Toti alla quale si rivolgeva la mozione.

 

“A quel punto l’unica alternativa sarebbe stata ripresentare una mozione di generica sensibilizzazione sul tema dell’omofobia – hanno spiegato Francesco Battistini (M5S) e Gianni Pastorino (RaS) – ma non è questo il senso della nostra azione, che in questo modo verrebbe del tutto snaturata e privata di significato. Non ci interessa mettere bandierine o limitarci alle parole su un tema così importante, ma vogliamo andare veramente a fondo della questione e chiedere che sia fatta una volta per tutte chiarezza su cos’è successo realmente quella mattina del 10 febbraio in commissione”.

M5S e Rete a Sinistra rinnovano il loro impegno affinché sia fatto tutto il necessario, a livello istituzionale, per accertare la verità: “Nel ritirare la nostra mozione, chiediamo con forza che si faccia luce sul caso De Paoli e si prendano gli adeguati provvedimenti, in caso fossero accertate le responsabilità del consigliere”.

Di forni per gay, tuttavia, nel testo  della registrazione della commissione e reso pubblico da M5S, non c’è traccia.

Finora, inoltre, gli attivisti per i diritti di gay e lesbiche non hanno depositato in procura l’esposto, che in un primo tempo avevano annunciato di volere fare, contro De Paoli.

 

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