Silenzio, s’indaga su raggiro a Eva Agnesi: coinvolti 2 magistrati

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Il procuratore capo di Imperia Giuseppa Geremia
Il procuratore capo di Imperia Giuseppa Geremia
Il procuratore capo di Imperia Giuseppa Geremia

IMPERIA. 26 MAR. L’imperiese terra di mafia e ‘ndrangheta, ma anche di inchieste avvolte nel silenzio, come quella sul presunto raggiro ai danni dell’ottantenne regina della pasta Eva Agnesi. In ballo ci sarebbero centinaia di migliaia di euro e alcuni componenti della magistratura dell’estremo ponente ligure sono finiti nel mirino dei colleghi di Torino, dopo il caso (similare) dell’ex presidente del Tribunale Gianfranco Boccalatte, condannato in primo grado per corruzione in atti giudiziari e millantato credito.

La procura piemontese nei giorni scorsi ha infatti aperto un’inchiesta per peculato, ipotizzando un possibile raggiro ai danni di Eva Agnesi, colpita 4 anni fa da una emorragia cerebrale e quindi data in affido dal Tribunale a un tutore, l’avvocato Elena Martini.

Tra i coinvolti, che non risultano ancora iscritti nel registro degli indagati, ci sono due magistrati: il procuratore capo di Imperia Giuseppa Geremia e il giudice Ottavio Colamartino, dall’inizio dell’anno trasferito a Lecce, che aveva nominato l’avvocato Martini amministratrice di sostegno, poi diventato tutore provvisorio di Eva Agnesi. Nelle scorse settimane il marito del procuratore Geremia era stato coinvolto in un altro esposto della Guardia di Finanza, ora al vaglio della procura di Torino, per presunte promesse di interessamento, ossia di un occhio di riguardo da parte di sua moglie, a favore di imprenditori che si sarebbero detti pronti a investire anche nel nuovo porto di Ventimiglia. Il dialogo sarebbe avvenuto in una cena promossa dall’ambasciatore italiano nel Principato di Monaco, Antonio Morabito, ma Geremia ha definito infondata la vicenda e un tentativo per intimidirla.

 

Anche la storia di Eva Agnesi è tutta da chiarire ed è partita dall’esposto presentato a Torino dai fratelli dell’ultima presidente dell’azienda, che si erano insospettiti per la scomparsa di alcuni gioielli e opere d’arte nella villa di famiglia.

Secondo l’ipotesi su cui stanno indagando i carabinieri della polizia giudiziaria torinese, l’avvocato Martini avrebbe fatto assumere come custode il fratello del suo fidanzato, che nei giorni scorsi è stato fermato dagli investigatori perché all’interno della sua auto sarebbero stati trovati alcuni beni di valore provenienti da villa Agnesi. Il custode è stato denunciato, ma non arrestato. Inoltre, l’avvocato Martini avrebbe affidato l’incarico di risistemazione del parco della villa alla ditta del suo compagno per migliaia di euro.

I fratelli dell’anziana malata, a seguito di altri sospetti, avevano chiesto al Tribunale di sostituire il tutore, ma nel corso dell’udienza il giudice Colamartino aveva accolto il parere del procuratore capo Geremia, che aveva riconfermato l’affidabilità e la serietà dell’avvocato Martini.

L’avvocato difensore di Elena Martini ha fatto sapere che la sua assistita respinge ogni ipotesi accusatoria e fornirà ogni chiarimento per dimostrare onestà e serietà del suo comportamento, nonché la legittimità delle sue decisioni.

Silenzio, invece, da parte dei due magistrati. Hanno parlato gli Agnesi. Fabrizio Graffione

 

 

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