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SIGARETTE ELETTRONICHE. LIBERA NEI BAR, UFFICI E BUS

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sigaretta elettronica

sigaretta elettronicaROMA. 11 NOV. Il decreto Istruzione convertito nei giorni scorsi in legge e in via di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, ha eliminato il divieto assoluto di pubblicità delle sigarette elettroniche ma, sembra, anche quello di utilizzarle nei luoghi pubblici.

In particolare con l’emendamento “4.25” presentato dal presidente della commissione Cultura della Camera Giancarlo Galan del Pdl e approvato dai deputati il 23 ottobre scorso, è stata stralciata infatti l’ultima parte del comma 10-bis dell’articolo 51 della legge Sirchia, con la quale erano state applicate alle sigarette elettroniche le norme in materia di “tutela della salute dei non fumatori previste per i tabacchi”.

In questo modo con la cancellazione di questa frase nel comma 10-bis sarà possibile utilizzare la “bionda elettronica” dove invece permane il divieto per le sigarette tradizionali: uffici, ristoranti, cinema, mezzi pubblici e bar.


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“Ho recepito – ha dichiarato Galan – l’appello proveniente da una nuova filiera produttiva, per altro in forte espansione, massacrata da tassazione e da pesanti divieti di utilizzo e pubblicità a causa di un intervento normativo improvviso e forse poco approfondito. Non mi permetto di dare alcun giudizio medico scientifico su questo prodotto”.

“Da convinto liberale – ha aggiunto Galan – ho solo ritenuto opportuno non affossare un nuovo modo di fare impresa con una regolamentazione ostruzionistica”.

“La ratio del divieto – dichiara Giacomo Mangiaracina, Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Prevenzione e direttore dell’unità di tabaccologia dell’università Sapienza di Roma – continua a persistere, per cui ci mobiliteremo per protestare contro questo provvedimento”.

Girolamo Sirchia, ex ministro della Sanità e attuale presidente della Consulta nazionale sul Tabagismo ed autore della legge del divieto in Italia del fumo nei luoghi pubblici: “E’ un cattivo provvedimento, non certo mirato alla salute pubblica, anche nella parte che riguarda la liberalizzazione della pubblicità. Non è certo una immagine edificante quella di una persona che fuma, anche se si tratta di una sigaretta finta”.

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