Sicurezza: “più controlli sugli islamici”

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Centro islamico a Sanremo
centro islamico moschea
Sicurezza: in Liguria sono necessari maggiori controlli nei centri culturali e di preghiera islamici

GENOVA. 20 NOV. Il gruppo regionale della Lega Nord ha presentato un ordine del giorno in cui si chiede di potenziare le misure di sicurezza nel territorio ligure. Il documento sarà discusso martedì prossimo durante il consiglio regionale.

«Abbiamo depositato il testo dell’ordine del giorno il 6 ottobre scorso, prima della strage di Parigi – spiega il primo firmatario Alessandro Puggioni – Il susseguirsi di attacchi terroristici di matrice jihadista sul territorio europeo dimostra come le ripercussioni socio culturali relative alla massiccia presenza di fondamentalisti islamici in Europa siano state pesantemente sottovalutate. A tutela della pubblica incolumità, quindi  è assolutamente necessaria l’adozione di cautele e restrizioni straordinarie e mirate».

«Ad oggi – dicono i leghisti – non è stata stipulata alcuna intesa tra lo Stato italiano e le organizzazioni religiose islamiche. Il Ministero dell’Interno ha certificato la presenza di “Foreign Fighters” , provenienti da Paesi con forte presenza del fondamentalismo, infiltratisi in Europa e in Italia anche attraverso l’immigrazione. Già da parecchi anni proliferano in Liguria moschee e luoghi di culto islamici spesso mascherati da associazioni culturali o ricreative. Numerose indagini delle unità anti terrorismo hanno in più occasioni sgominato cellule jihadiste che operavano all’interno di moschee, sale di preghiera, centri culturali islamici e altri centri di aggregazione. Occorre che la giunta Toti s’impegni a far effettuare, di concerto con gli Enti Locali e gli Organi di polizia, una ricognizione di tutti i luoghi di culto o aggregazione riconducibili alla religione islamica presenti sul territorio regionale; a sospendere ogni tipo di finanziamento, contributo e patrocinio a favore delle organizzazioni islamiche non riconosciute dallo Stato Italiano; a subordinare qualsiasi atto autorizzatorio in materia urbanistica alla presenza, all’interno dei rispettivi statuti, delle associazioni islamiche, della tutela dei principi fondamentali di libertà d’espressione e di pensiero e infine a richiedere alle autorità competenti l’attento monitoraggio dei finanziamenti privati che tali strutture ricevono».

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