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Sicurezza, Forza Italia: vietare burqa e niqab in tutto il Paese

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Burqa e niqab vietati

GENOVA. 23 MAR. Terrorismo e sicurezza, ma anche dignità e libertà per le tutte le donne. Dalla Liguria, dove è vietato indossare il burqa negli uffici pubblici della Regione, a tutto il Paese. È stato presentato questa mattina dal capogruppo regionale di Forza Italia, Angelo Vaccarezza, e dal vicepresidente del consiglio regionale Claudio Muzio (FI) un ordine del giorno relativo alla modifica dell’articolo 5 della legge 22 maggio 1975 “disposizioni a tutela dell’ordine pubblico”. La norma, attualmente, prevede “il divieto d’uso di caschi protettivi o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona in luogo pubblico o aperto al pubblico senza giustificato motivo”.

Il documento dei due esponenti di Forza Italia chiede ufficialmente che il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti si faccia parte attiva in sede di Conferenza Stato – Regioni, perché il Governo modifichi l’articolo, comprendendo in esso il divieto esplicito all’uso in pubblico del burqa, del niqab e di ogni altro indumento atto a rendere irriconoscibile una persona, inasprendo le sanzioni per chi trasgredisce la norma.

«Con questa iniziativa vogliamo dare voce a una sempre più forte necessità di sicurezza, garantendo l’incolumità delle nostre famiglie, dei nostri figli, con tutti i mezzi a nostra disposizione – spiega Angelo Vaccarezza – concordo sul fatto che la libertà religiosa sia un diritto riconosciuto e garantito dallo Stato italiano, ma i valori democratici e universali, di ordine pubblico e sicurezza sociale debbono comunque prevalere, attraverso ogni misura possibile».


La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha stabilito, nel luglio del 2014, che il divieto generale di uso del velo islamico integrale in luoghi pubblici, previsto da una legge francese del 2010, non viola la Convenzione Europea sui diritti umani, in quanto tale divieto rientra nei poteri dello Stato per garantire le condizioni affinché le persone possano “vivere insieme” nella loro diversità.  Vietare l’utilizzo del Burqa e del Niqab in questo caso, rappresenta quindi una scelta di buon senso, ad esclusiva tutela del vivere civile.

«Nessuno dei due indumenti – continua il consigliere forzista – prevede la possibilità di un riconoscimento immediato: il niqab, lascia appena una fessura libera per gli occhi. Il burqa, oltre a coprire interamente il corpo, ha una rete davanti al viso che impedisce anche di identificare i tratti somatici di chi lo porta.
La legge attuale prevede semplicemente il divieto di utilizzo di caschi e parla di altri generici mezzi per celare il volto.  Il contesto sociale, politico e culturale degli ultimi anni è però cambiato, e non di rado vengono utilizzati per attentati terroristici persone dal volto nascosto da copricapi legati al mondo arabo, che nulla hanno a che fare con un credo religioso; il confine fra tradizione e sicurezza è minimo: la legge deve essere aggiornata secondo gli standard attuali. A livello regionale abbiamo già dimostrato concretezza e determinazione in tal senso, producendo lo scorso 17 marzo una Delibera per il rafforzamento dei sistemi di sicurezza, che prevede il divieto di entrare nelle strutture pubbliche regionali con il volto coperto da burqa, niqab o altri indumenti che impediscano il riconoscimento della persona, al fine di garantire la sicurezza di tutti. Nel nostro territorio dobbiamo far sì che i cittadini si sentano al sicuro, che non abbiano paura di uscire.  Abbiamo il dovere di lavorare per garantire una tranquilla e serena convivenza tra persone e faremo tutto quanto in nostro potere perché questo avvenga».

 

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