Siap attacca Salvini, ma la Lega li difende lo stesso: rimosse scritte Turra

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Le scritte cancellate in porto (foto Siap)
Le scritte cancellate in porto (foto Siap)
Le scritte cancellate in porto (foto Siap)

GENOVA. 21 AGO. I poliziotti aderenti al sindacato Siap, che si autodefiniscono “democratici” e sono orientati verso il centrosinistra, nei giorni scorsi avevano duramente attaccato Matteo Salvini solo perché aveva indossato la maglietta blu della polizia in segno di solidarietà e sostegno alle forze dell’ordine.

L’altro giorno in darsena a Genova sono comparse altre scritte contro i poliziotti con frasi ingiuriose, infamanti e vergognose che hanno offeso la memoria dell’assistente capo Diego Turra, deceduto durante un servizio di ordine pubblico a Ventimiglia.

Il segretario della Lega Nord Liguria Edoardo Rixi, non ha mancato di difendere lo stesso i poliziotti e su Facebook ha lanciato un appello: “Mi auguro che tutte le forze politiche si facciano sentire per condannare con forza questo gesto vigliacco e oltraggioso compiuto da dei delinquenti. È il minimo che si possa pretendere in un Paese che ancora si professa “civile”. ‪#‎iostoconlapolizia‬”.

 

Oggi le scritte sui muri nei pressi del palazzo della Dogana in via Rubattino (vicino al sottomarino in darsena) sono state rimosse, anche con l’aiuto di alcuni colleghi della vittima di Ventimiglia. Gli investigatori ritengono che l’atto sia riconducibile a una matrice antagonista-anarchica, come quella che ispira manifestazioni violente ed azioni illegali di alcuni No Borders.

“È stato importantissimo aver dato un immediato segnale da parte della categoria di fronte ad un gesto infamante e provocatorio – ha spiegato il segretario provinciale del Siap Roberto Traverso – L’evidente vile strumentalità del gesto ha ottenuto la risposta sana dei poliziotti genovesi che respingono al mittente ogni tipo di provocazione. Adesso però occorre che vengano individuati al più presto i responsabili di tale infamia. Siamo fiduciosi nell’operato dei colleghi che indagano e della Magistratura”.