SFRATTI. NEL 2014 E’ NUOVO RECORD NEGATIVO DI SENTENZE

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sfratti unione inquilini

sfratti unione inquiliniROMA. 18 GIU. Secondo l’ Unione Inquilini: “Per il diritto alla casa, la crisi non è finita, anzi peggiora ulteriormente. Sono stati pubblicati dall’Ufficio di Statistica i nuovi dati relativi all’andamento degli sfratti in Italia nel corso dell’intero anno 2014”.

I dati – si legge in una nota – sono ancora più agghiaccianti rispetto a quelli del 2013: i provvedimenti di rilascio nel 2014 sono stati 77.278 (+ 5% rispetto al 2013 e nuovo picco negativo), di cui 69.015 per morosità (89,30% del totale).

Sempre nel 2014, le richieste di esecuzione con l’Ufficiale Giudiziario sono state 150.076 (più 14,6% rispetto al 2013) e le esecuzioni forzate sono arrivate a 36.083 (+ 13,5%).

 

In sostanza, nel 2014 ci sono stati, per ciascun giorno lavorativo, 682 accessi dell’Ufficiale Giudiziario e 164 sfratti con l’intervento della forza pubblica.

Questi dati mostrano tutta intera la loro crudezza se raffrontati rispetto alla sequenza degli ultimi anni.

– dal 2008 al 2014 il numero degli sfratti emessi è passato da 43.869 a 77.278 (+ 47,8%);

– le esecuzioni con la forza pubblica sono passate da 22.278 nel 2006 a 36.083 nel 2014 (+62%);

– il rapporto tra i provvedimento degli sfratti emessi e il numero delle famiglie residenti in Italia (tutte le famiglie, comprese quelle in proprietà) è passato da 1 sfratto ogni 515 famiglie nel 2005 a 1 sfratto ogni 334 famiglie nel 2014.

– Al primo posto nel rapporto tra sentenze di sfratto e famiglie residenti nel 2014 si colloca Barletta-Andria-Trani (uno sfratto ogni 133 famiglie), seguono Prato (1/151), Savona (1/165), Asti (1/172), Monza e della Brianza (1/192) e Bari con uno sfratto ogni 196 famiglie. Altro che grandi aree urbane!”.

La questione sfratti – prosegue l’ Unione Inquilini – è ormai diventato un problema nazionale che travalica i confini delle grandi aree metropolitane: l’incremento più forte negli sfratti emessi nel 2014 si registra in regioni come il Molise, la Puglia, le Marche, il Trentino, la Sardegna, pur rimanendo la Lombardia e il Lazio le regioni con il maggior numero di sentenze emesse.

E’ il fallimento delle politiche abitative del governo e delle false promesse del cosiddetto piano casa Lupi; è il risultato disastroso delle politiche di privatizzazione e svendita del patrimonio pubblico e di liberalizzazione dei canoni privati, ma è anche il segnale dell’insufficienza e dell’incapacità da parte di Comuni, Regioni e Prefetti nell’affrontare la questione strutturale degli sfratti, che non è più da molti anni una “emergenza abitativa”.

Serve: 1) una nuova politica abitativa: incrementare l’offerta pubblica di abitazioni sociali in Italia attraverso il recupero a fini abitativi dell’enorme patrimonio pubblico abbandonato, in disuso o in dismissione da destinare al passaggio da casa a casa per sfrattati e alle 700.000 famiglie collocate nelle graduatorie comunali;  2) una vera ed efficace sospensione degli sfratti; 3) una decisa e congrua riduzione  dei valori degli affitti; 4) l’abbandono di politiche di zerbinaggio nei confronti della speculazione e della rendita immobiliare”.

L’Unione Inquilini già da oggi annuncia una mobilitazione generale e nazionale per il 10 ottobre in occasione della IV Giornata Nazionale Sfratti Zero.

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