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SERIE A TIM. LAZIO-GENOA 0-2: DUE “GRINFIATE” DI KUCKA E GILARDINO ATTERRANO L’AQUILA BIANCOCELESTE

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laziogenoakuckalnROMA 4 NOV. La sfida tra i rapaci più celebri della Serie A vede due “grinfiate” (graffiate del “Grifo”) che atterrano l’Aquila capitolina nella sua tana. La Lazio perde in casa dopo 5 risultati utili consecutivi ottenuti tra le proprie mura e vede allontanarsi la zona Europa, ormai a sette lunghezze. Il Genoa, invece, sotto cura Gasperini, vince, per la prima volta lontano da Marassi, grazie ad un’altra, ennesima, bella prova di Alberto Gilardino, anima e cuore dell’11 rossoblu, che conquista tre punti preziosi tirandosi fuori dalle zone calde della classifica.

Mister Petkovic da Sarajevo deve far fronte alle numerose assenze di Biava, Novaretti, Dias e Konko e schiera un 4-1-4-1 con Marchetti tra i pali, Ciani, Radu, Cavanda e Gonzalez dietro, Ledesma apricerchio arretrato, Anderson, Onazi, Candreva e Pererinha al centro Klose a fa da punta.

Anche Gasp ha delle defezioni a cui porre rimedio, senza Calaiò, Lodi, Santana e Vrsaljko, il “ritrovato” tecnico di Grugliasco si affida al 3-5-2 che vede scendere in campo Perin in porta, Antonini, Portanova e Manfredini in difesa, centro folto con Marchese, Biondini, Cofie, Matuzalem e Kucka e con un inedita coppia d’attacco composta da Antonelli e Gilardino. Via alle 15 all’Olimpico. Nonostante il cielo di Roma sia più grigio del solito, i padroni di casa appaiono in gran forma e si affidano alle solite luci, Candreva e Klose, con un inaspettato Pereirinha in grande spolvero. I rossoblù, invece, provano per lo più a sfruttare le ripartenze affidandosi alla vena realizzativa di Gila, alla ricerca del 164° gol nella massima serie.


Tuttavia, l’ex campione del mondo soffre la marcatura di Ciani e non riesce a trovare lo spunto necessario per colpire Marchetti. La Lazio, invece, si presenta diverse volte dalle parti di Perin, senza però trovare il goal del vantaggio. Dopo venti minuti Pereirinha salta un paio di uomini sulla fascia sinistra, arriva sul fondo e trova Klose il quale svetta più in alto di tutti ma trova la pronta risposta del giovane Perin che si conferma reattivo e flessibile. Pochi secondi dopo il tedesco si ripete: questa volta Perin è battuto ma il centravanti non trova la porta per un soffio.

Gli ospiti, senza troppe idee, si affidano alla qualità dell’ex Matuzalem (fischiato dal pubblico di casa) ma il primo vero tiro in porta arriva solo alla mezz’ora, con Kucka che conclude alto sopra la traversa. Pochi istanti dopo i biancocelesti ci riprovano con una punizione dal limite, sempre con il solito Candreva, ma Perin nuovamente non si lascia sorprendere. Non succede più nulla e le due squadre rientrano negli spogliatoi con la Lazio padrona del campo e il Genoa che si difende con ben dieci uomini dietro la linea della palla. Riposo. 

Ripresa. La seconda frazione di gioco si apre con un cambio che si rivelerà fondamentale: Gasperini tira fuori un impalpabile Marchese e butta dentro il talento greco Ioannis Fetfatzidis. Ecco la svolta. La gara cambia, il Genoa prende in mano le redini del gioco, con i biancocelesti che si difendono, sfruttando l’estro e l’imprevedibilità di Candreva, piuttosto isolato che assecondato dai suoi. Dopo pochi minuti i rossoblù hanno una grande occasione con Gilardino che però, solo davanti a Marchetti, sbaglia il controllo regalando il pallone all’estremo difensore biancoceleste.

Al 49’ Candreva imperversa in area di rigore ligure, crossa al centro, Antonini ci mette il braccio e l’esterno della Nazionale reclama un calcio di rigore. L’arbitro Tommasi di Bassano del Grappa è impassibile e lascia correre, nonostante le palesi proteste dei capitolini. Ma lo shock che muove il tabellone dello score arriva al 60’, quando il Genoa approfitta di una svista della difesa biancoceleste e punisce la retroguardia di casa: Fetfatzidis serve Kucka sulla corsa, lo slovacco entra in area di rigore, elude la marcatura di Cavanda e trafigge Marchetti. Grifone in vantaggio.

A questo punto Petkovic opera un doppio cambio, sostituendo prima uno spento Anderson, dotato di una buona tecnica ma inconcludente, con un altro brasiliano, Ederson, e innesta Perea, al posto di Gonzalez, per dare più peso all’attacco. Ma l’operazione risulta più di maquillage che di sostanza, perché il Genoa raddoppia al 72’: Ciani, ingenuo, causa il rigore e Alberto Gilardino ringrazia, realizzando dagli 11 metri il gol numero 164 in Serie A e il quinto centro stagionale, ennesima perla di un centravanti che non sente il tempo, né l’età e si sbatte come pochi.

I biancocelesti provano a reagire, specie con Klose e Candreva, gli ultimi ad arrendersi, ma il Genoa si difende bene, innalzando muri e scavando trincee davanti alla porta di Perin. Alla fine i liguri sbancano l’Olimpico portando a Genova 3 punti che segnano un balzo confortante in classifica a quota 14, ben fuori dalle secche del fondo classifica. I numeri dicono che Gasperini ha raggranellato 10 punti in 5 matchs. E’ di nuovo amore sulla linea Grugliasco-Genova (rossoblu).

Marcello Di Meglio

Il tabellino

LAZIO-GENOA 0-2, marcatori: al 60’ Kucka, al 72’ Gilardino (rig.)

Lazio: Marchetti, Ciani, Radu, Cavanda, Gonzalez, Ledesma, Anderson, Onazi, Candreva, Pererinha, Klose. Allenatore Petkovic.

Genoa: Perin, Antonini, Portanova, Manfredini, Marchese, Biondini, Cofie, Matuzalem, Kucka, Antonelli, Gilardino. Allenatore Gasperini.

Arbitro: Signor Tommasi della Sezione Aia di Bassano del Grappa

 

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