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SERIE B EUROBET: CATANIA-ENTELLA 5-1, CHE SCOPPOLA AL CIBALI

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I tifosi dell'Entella

tifosi_entella2GENOVA 29 OTT.  Non inganni il risultato finale perchè è sicuramente bugiardo per quanto espresso in campo da Catania ed Entella. Un risultato che fa rabbia per le dimensioni ingiuste e per come è maturato ma che tuttavia va accettato in quanto facente parte del percorso di adattamento alla serie B.

Non crediamo di sbagliare dicendo che questa sera non abbiamo visto passi indietro rispetto all’Entella cinica e combattiva che ha sconfitto il Frosinone sabato scorso e il Cittadella 9 giorni fa. Forse, anzi, certamente vanno rivisti alcuni meccanismi sulle palle inattive se è vero come è vero che 2 dei cinque gol subiti questa sera sono arrivati da calcio d’angolo e in questi casi non si finisce mai di imparare. 

Non possiamo tuttavia non registrare lo spirito e l’atteggiamento positivo dell’Entella al “Massimino” soprattutto relazionato al valore dell’avversario che avevamo di fronte. Fino a due minuti dalla fine l’Entella era in partita cosi come lo è stata subito dopo il primo svantaggio quando passati neppure 60 secondi Sansovini ha girato in porta da grande attaccante un pallonetto che Frison ha smanacciato, un difensore ha tolto dalla linea di porta, varcata o meno non si saprà mai. Senza arbitri di linea, senza telecamere di porta non resta che affidarsi al giudizio dell’arbitro perchè qui niente arbitri di linea, niente decine di telecamere solo la parola dell’arbitro, uno dei migliori incontrati dall’inizio della stagione.


E non serve nemmeno attaccarsi alle attenuanti relative alle numerose assenze tra i biancocelesti perchè stasera hanno esordito due ventenni: Belli ai suoi primi 90 minuti e Lanini al suo esordio assoluto bagnato con un gol segnato dopo soli 5 minuti di serie B. Mister Prina ha da stasera una rosa se possibile un po’ più ampia. Belli, senza strafare, ha impressionato anche oggi per la personalità che mette in ogni intervento e nella lettura del suo ruolo senza far trasparire emozione alcuna. Lanini – che da tempo scalpitava in allenamento -, risolti i suoi problemi fisici, ha dimostrato di avere quella concretezza sottoporta che in un campionato lungo come quello cadetto può essere funzionale alla causa.

Considerate le tante assenze, molte delle quali pesanti, la squadra ha tenuto in campo un atteggiamento mai dimesso o comunque timoroso di fronte ad una squadra ed uno stadio che pochi mesi fa respiravano serie A a pieni polmoni. La prima occasione pericolosa era proprio biancoceleste con Sansovini ad innescare Costa Ferreira, anche stasera uno dei migliori in campo, la cui conclusione centrava l’esterno della rete. La risposta del Catania purtroppo era letale e su calcio d’angolo Escalante prendeva il tempo a Botta e Russo mettendo palla nel sette.

Come detto la reazione biancoceleste era immediata ma rimarrà il dubbio di quella respinta sulla linea. Poco dopo un’altra buona opportunità capitava sui piedi di Battocchio che quasi sorpreso metteva a lato da ottima posizione un cross di Belli. Neppure il raddoppio subito in avvio di ripresa cambiava lo spirito dei chiavaresi: dopo un paio di respinte la palla usciva fuori area dove Rinaudo calciava di potenza battendo Pelizzoli.

Risultato al sicuro? Tutt’altro. L’Entella riprendeva a giocare con personalità. Mazzarani, entrato da poco, veniva anticipato di un soffio mentre calciava a rete da un paio di metri. Lanini impiegava 5 minuti a rendere memorabile il suo esordio: su un angolo battuto da Costa Ferreira si faceva trovare pronto sul secondo palo mettendo in rete di testa. L’ Entella ci crede il Catania la teme fino a che ancora su angolo Sauro salta davanti a Di Tacchio e schiaccia in rete.

Nemmeno qui la squadra di Prina accusava piu di tanto e provava ancora la reazione cassata definitivamente all 88′ quando una conclusione di Rinaudo toccava la schiena di Martinho e spiazzava Pelizzoli mettendo palla nel sette. L’Entella alle corde non trova la forza di reagire e lo fa più per inerzia che per convinzione. In questo senso il 5 gol siglato da Marcelinho è veramente una punizione troppo severa.

Servirà un’analisi lucida, come affermava lo stesso mister in sala stampa, per salvare tre quarti di una partita che, risultato a parte, non è stata interamente da buttare. Sabato si riparte dal Lanciano e quando si hanno fardelli importanti da scaricare scendere presto in campo è la medicina migliore anche quando il paziente come in questo caso non è poi cosi grave.

 

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