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Serie B: Entella-Novara 4-1, poker spazzacrisi

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Breda

GENOVA 25 DIC.  Non è mai facile vincere quando lo devi fare a tutti i costi specie quando affronti una squadra in salute e con il morale a mille perché reduce da una serie di buoni risultati e relative prestazioni. Per riuscire a farlo ci vuole un ambiente sereno, giustamente pungolato alla vigilia dal suo Presidente, che abbia la piena consapevolezza nei propri mezzi e naturalmente l’autostima ad ottimi livelli a prescindere dai pochi punti (4) racimolati nelle ultime sette partite. Probabilmente è stata questa l’arma in più dell’Entellai, cinica, compatta, senza fronzoli e assolutamente concreta sotto porta con le due punte a spartirsi equamente 4 gol un bottino già visto un paio di volte al Comunale in questa stagione.

Una prestazione nelle corde dei ragazzi di Breda che, anche dopo la sconfitta di Verona, non hanno mai perso la tranquillità, la lucidità nel capire che era una crisi più di risultati che di prestazioni, perché al Bentegodi il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto cosi come al Del Duca di Ascoli. Anche oggi il tecnico veneto ha dovuto far fronte a qualche assenza dell’ultima ora come quella di Pellizzer, influenzato e neppure convocato, ma proprio il mister come successo in passato non ha mai voluto parlare degli assenti quanto piuttosto dell’omogeneità di valori nella rosa a disposizione trovando spazio e risposte positive anche da quei giocatori che fin qui hanno collezionato un minutaggio più contenuto. Con queste premesse, in una vigilia di Natale quasi “tiepida”, con il grande pubblico trattenuto dai preparativi delle feste, l’ Entella ha giocato divertito e soprattutto conquistato 3 punti che mancavano da troppo tempo.

La partita inizia contratta con il Novara quasi spavaldo nelle sue ripartenze a voler spaventare i biancocelesti ma si capisce subito che l’ attacco di casa è vivo, Masucci e Caputo si cercano si trovano e mettono in apprensione la retroguardia ospite finchè al 17 Caputo sfonda sfruttando un dialogo con Moscati nel cuore dell’ area piemontese e battendo Benedettini. Il gol subito spaventa il Novara che sbanda e alla mezzora subisce l’ uno due decisivo per le sorti della partita. 27° Masucci da destra crossa sul secondo palo dove Caputo d’ astuzia salta Benedettini con un pallonetto di testa. Neppure il tempo di esultare che si ribalta il copione con Caputo che se ne va sulla sinistra crossa teso a centro area per Masucci che gira a rete imparabilmente il gol del 3-0.


Il Comunale si stropiccia gli occhi, di colpo i timori i brusii e anche un pizzico di paura svaniscono grazie ai gol degli attaccanti di Breda che non perde il consueto aplomb in panchina neppure quando Iacobucci deve sventare con un miracolo il colpo di testa del neo entrato Di Mariano. Si va all’ intervallo con una partita in ghiaccio ma con 45 minuti da giocare attentamente. Il Novara la prova una reazione, Boscaglia incredulo per il rendimento dei suoi giocatori, cerca di svegliare la squadra facendo esordire anche Chicco Macheda ex Manchester e Sampdoria. Poco dopo Galabinov riaccende le speranze dei piemontesi trasformando un calcio di punizione dal limite con una parabola che lascia immobile Iacobucci ma fa ripartire di slancio l’ Entella alla ricerca del gol che chiuderebbe nuovamente la partita. Gol che arriva puntuale dopo l’ ennesima fuga di Moscati sulla destra, il suo cross per Iacoponi che a centro area colpisce bene ma trova la respinta miracolosa di Benedettini il quale pero nulla può sulla rapacità di Masucci che appoggia in rete da due passi.

La partita è in ghiaccio e la festa è completa anche se Iacobucci dovrà compiere un altro mezzo miracolo su un velenoso sinistro a giro di Galabinov. Il Novara non punge più e l’ Entella si gode tre punti meritati magari troppo severa nel risultato ma giusta nella sostanza. Volti più distesi e la giusta soddisfazione nel fine partita in una sorta di sospiro di sollievo collettivo per avere interrotto una striscia che stava diventando lunghissima rischiando di innervosire un ambiente come il nostro solitamente anche troppo compassato. Un arma a doppio taglio quella della piazza con poca pressione, utile nel momento in cui c è grande serenità ma al tempo stesso insidiosa quando invece occorre una sferzata o comunque una scossa che dia alla squadra quella spinta in più a volte indispensabile. Non è un caso che proprio ieri durante la rifinitura sia stato come detto il presidente Gozzi a spronare la squadra e non è un caso neppure il fatto che questo gruppo abbia risposto ancora una volta con grande unità d’intenti e grande determinazione.

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