Home Non Classificati

SENZA LIBRI, SENZA CHITARRA E SENZA CIELO: EPISTOLARIO DI MAZZINI IN MUSICA

0
CONDIVIDI

ovincia di Genbova per dare nuovo ludstro al grande patriota risorgimentale genovese. Si tratta di brani dell’espistolario di Mazzini esule in Svizzera dopo il 1821 con musica e attore. L’ensemble è formato dal trio Andrea Nicolini attore e fisarmonica, Fabrizio Giudice chitarra e Gianluca Nicolini al flauto.
Testo tratto dall’epistolario mazziniano con musiche di Carulli, Giuliani, Legnani, Mazzini, Paganini, Picchianti. Appuntamenbti gratuiti a partire da lunedì 6 agosto a Casella presso il Palazzo Comunale, poi venerdì 17 a Tiglieto, venerdì 24 agosto a Castiglione Chiavarese nell’Oratorio e infine chiusura sabato 29 settembre (data importante perché nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio n.d.r.) a San Salvatore di Cogorno in Val Fontanabuona.
Questo concerto-spettacolo mette in scena un Mazzini inedito, ancora giovane, pieno di idee e speranze che poi il tempo e i grandi avvenimenti risorgimentali in parte esaudiranno. Poco più che trentenne Giuseppe Mazzini viene mandato in esilio in Svizzera, e da lì comincia un lungo rapporto epistolare con la madre, Maria Drago, che era rimasta a Genova. In quegli anni il grande genovese trova conforto nella musica: provetto chitarrista e autore di un libro dal titolo “Filosofia della musica”, spesso si ritrova a mandare via le malinconie suonando gli autori a lui più cari, come Legnani o Giuliani. I suoi amici lo sorprendono a volte mentre canticchia accompagnandosi con la chitarra.
Frattanto il futuro dell’Italia e della “sua Giovine Italia” si va preparando. Lo spettacolo si muove tra i racconti di vita di Mazzini e le esecuzioni dei brani da lui stesso citati nelle lettere, brani che da lui venivano certamente suonati. Tra questi tratti di vita affiora l’immagine di un altro grande genovese, Niccolò Paganini, anche lui strettamente legato al mondo chitarristico. Il tutto è trattato con una grande ironia, che traspare continuamente dalle sue lettere, sia quando è costretto a parlare di sé al femminile, per non essere scoperto, sia quando racconta di incontri strani e imbarazzanti o divertenti. Oltre che al repertorio per chitarra sola e per duo flauto-chitarra, il Concerto-Spettacolo prevede l’esecuzione di alcuni brani popolari risorgimentali che danno un’idea del fervore patriottico di quegli anni. “Me ne vivo sempre più nascosto, qui tra le valli svizzere, dove soffro parecchio per le ristrettezze della vita quotidiana e per il timore di essere trovato dalle guardie. Tra un trasloco e l’altro, una dimora e un’altra, non ho più con me neanche la chitarra, che mi faceva tanta compagnia.
Ma il tempo è mutato in dolcissimo. Spesso non c’è una nuvola; ieri sono uscita a vedere il tramonto: che spettacolo! Le Alpi in faccia, il Jura alle spalle, non un rumore se non dei campanelli che hanno al collo gli armenti e di qualche canto di mandriano. Sono curiosi questi canti: consistono in un continuo saliscendi dal basso all’acuto che ha qualcosa di doloroso. Dovrei dire di dolcemente doloroso. La nostra gola non lo può rendere. Appena riavrò la chitarra con me ne scriverò qualcosa, voglio provarmici. Del resto mi è sempre più rischioso uscire all’aperto. Da alcuni giorni non ho giornali: il mondo per me è come se non esistesse. Esistesse almeno la mia chitarra e tutti i miei libri. Ma che farci? Pazienza. E tempo. Bisogna stare molto attenti; l’Italia viene prima di tutto. Molte sono le cose da fare, da organizzare, da pensare. Ecco: ho bisogno di libri. Per pensare. Io potrei vivere tutta la mia vita chiuso in una camera. Ma così: senza libri, senza chitarra e senza cielo sarebbe troppo”. Marcello Di Meglio (nella foto un Giuseppe Mazzini pensieroso)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here