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Senarega: aiuti concreti a vittime violenze al volto, pagare interventi estetici

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Un ventenne della Sierra Leone, richiedente asilo, ha abusato di una giovane operatrice culturale. Violenza (foto d'archivio)

GENOVA. 8 MAG. Più tutela ed aiuti concreti per tutte le vittime di aggressioni, non solo quelle sfregiate con l’acido.

Il vicecapogruppo regionale della Lega Nord Liguria, Franco Senarega, oggi ha depositato in Regione una mozione a favore di misure a sostegno delle vittime di lesioni personali volontarie.

“Ora basta violenze. L’aggressione al volto purtroppo è una forma di violenza premeditata – spiega Senarega – con l’intento di sfigurare, mutilare o nei casi più gravi uccidere una persona.


Le conseguenze a lungo termine di queste violenze possono includere, oltre a cecità ed alle ampie cicatrici permanenti sul viso e sul corpo, anche il risultato di danneggiare stabilmente l’esistenza della vittima.

Nelle scorse settimane è stato presentato al Senato un disegno di legge, sottoscritto da tutti i gruppi parlamentari, che prevede il cosiddetto ‘omicidio d’identità’ per cui chiunque, volontariamente ed in qualsiasi modo, procurerà ad una persona gravi danni parziali e o totali, sarà punito con la reclusione non inferiore a 12 anni.

Tuttavia, la Corte di Giustizia Europea ha dichiarato l’Italia inadempiente in ordine all’obbligo di adottare tutte le misure necessarie a garantire l’esistenza di un sistema di indennizzo equo ed adeguato alle vittime di tutti i reati intenzionali violenti. Infatti, l’assetto normativo interno non è ancora del tutto in linea con le prescrizioni europee poiché, in particolare, crea forti ostacoli ad una generalizzata corresponsione delle somme a titolo di ristoro economico.

Invero, anche il Sistema Sanitario Nazionale non riconosce le prestazioni a fini estetici quando gli stessi si rendono necessari a seguito di lesioni causate volontariamente da terzi.

Pertanto, ho ritenuto opportuno impegnare la Giunta Toti e in particolare la vicepresidente Sonia Viale, che si è sempre dimostrata sensibile all’argomento sicurezza e dalla parte delle vittime di violenze, a valutare la sostenibilità, nei confronti della persona intenzionalmente colpita e lesionata al volto, di corrispondere idoneo aiuto per gli interventi di chirurgia estetica necessari a permettere il recupero funzionale e psicologico”.

 

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