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SCUOLA. IL MINISTRO PROFUMO ANTICIPA ALCUNI REQUISITI PER IL “CONCORSONE” PER NUOVI DOCENTI ALLA FESTA DEMOCRATICA NAZIONALE PD A REGGIO EMILIA. CONTESTATO DAI PRECARI “STORICI”

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Il Ministro dell'Istruzione Francesco Profumo alla Festa Nazionale Pd a Reggio Emilia
Il Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo alla Festa Nazionale Pd a Reggio Emilia

REGGIO EMILIA 28 AGO. Il concorso per docenti? “È previsto per legge” e, dunque, non c’è nessuna volontà del ministero di danneggiare i precari storici. Lo ha chiarito ieri il Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, intervenuto alla Festa Democratica Nazionale del Pd in corso a Reggio Emilia, spiegando che d’ora in avanti i concorsi avranno “[…]cadenza biennale. Così diventeremo un paese normale”.

Una posizione applaudita dalla platea più giovane, quella neo laureata e ad oggi esclusa dall’insegnamento per mancanza proprio di selezioni pubbliche. Ma una ventina di precari “storici” aveavno già preparato una dura contestazione.

“I concorsi sono previsti dalla legge – ha continuato il Ministro rispondendo alle polemiche dei precari – il Parlamento avrebbe dovuto chiedere prima l’applicazione della legge”…non aspettando un decreto ministeriale ad hoc, si fa capire. Una metà dei posti, comunque, sarà sempre presa dalle graduatorie permanenti degli abilitati in vario modo ma mai passati davanti ad una commissione concorsuale . “E chi sta in graduatoria – ha continuato – può sempre decidere di partecipare alla selezione, di mettersi in gioco”.


Il Ministro Profumo ha poi anticipato alcuni requisiti richiesti a chi può partecipare alle prove dell’imminente “concorsone” della scuola pubblica che mette in palio 11.892 posti fissi dietro una cattedra, pare a partire già dal 1° settembre del 2013, fra 12 mesi: sono ammessi coloro che hanno l’abilitazione all’insegnamento conseguita entro la data di scadenza del termine per la presentazione della domanda, presumibilmente entro 45 giorni dalla pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale del 24 settembre prossimo ma i tempi potrebbero anche essere anche ristretti a 30 giorni.

Ma per la primaria (le care e vecchie “elementari” n.d.r.), anche chi ha i soli titoli di studio conseguiti al termine dei corsi quadriennali e quinquennali sperimentali dell’ex Istituto Magistrale, iniziati entro l’anno scolastico 1997-1998, o comunque conseguiti entro l’Anno Scolastico 2001-2002, prima della definitiva trasformazione delle “Magistrali” in Liceo Socio-psico-pedagogico.

Mentre per i posti della scuola dell’infanzia (le “materne” per bimbi dai 3 ai 6 anni n.d.r.), possono partecipare coloro che sono in possesso del titolo di studio conseguito al termine dei corsi triennali e quinquennali sperimentali della Scuola Magistrale, ovvero dei corsi quadriennale o quinquennale sperimentale dell’Istituto Magistrale, iniziati entro l’anno scolastico 1997-1998, o comunque conseguiti entro l’anno scolastico 2001-2002.

Per medie e superiori possono partecipare quanti “[…]alla data di entrata in vigore del D.I. 24 novembre 1998, n.460” erano già in possesso di un titolo di laurea, ovvero di un titolo di diploma conseguito presso le Accademie di Belle Arti e gli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche, i Conservatori e gli Istituti Musicali Pareggiati, gli ISEF (educazione fisica n.d.r.), che alla stessa data di entrata in vigore del suddetto decreto consentivano l’ammissione ai concorsi ordinari. O coloro che abbiano conseguito quei titoli entro l’Anno Accademico 2001-2002, se si tratta di corso di studi quadriennale o inferiore; entro l’Anno Accademico 2002-2003, se si tratta di corso di studi quinquennale; entro l’Anno Accademico 2003-2004, se si tratta di corso di studi esennale (6 anni).

In defiinitiva, l’insegnante del futuro deve essere una “[…]persona in grado di mantenere un filo logico” nei suoi interventi, sia capace di “[…]interpretare un testo”, deve avere “[…]competenze di tipo informatico” e di tipo “linguistico”. È questo l'”identikit” del prof del secondo decennio del 2000 annunciato Francesco Profumo. Secondo Profumo questi sono i quattro “[…]elementi essenziali per il docente del prossimo anno 2013/2014”.

Ma l’incontro con il Ministro alla Festa Democratica reggiana è stato anticipato e accompagnato dalla contestazione silenziosa di un gruppo di docenti precari rivolta a Profumo. Una ventina di insegnanti precari hanno preso posto nelle prime file dell’auditorium dove era previsto l’intervento del Ministro, esponendo cartelli con le scritte del tenore “La scuola dei tecnici è una scuola di classe”, con l’effigie del burattino Pinocchio mangiato dal pescecane oppure “Con il Ministro Profumo c’è puzza di concorso-imbroglio”.

Uno dei cartelli più grandi è stato ritirato dal servizio d’ordine destando la protesta dei precari che venivano da Reggio Emilia e da altre città della regione e anche d’Italia. “Volevamo fare delle domande e ci hanno ritirato il cartello. Vogliamo solo dei chiarimenti dal Ministro che vuole una scuola di merito senza vecchi precari. Io ho 32 anni, vi sembro vecchia?” – dice un’insegnante a “tempo determinato” e in attesa di un contratto per l’imminente Anno Scolastico che inizia giuridicamente sabato prossimo 1° settembre.

Durante il confronto della Festa Democratica Nazionale, con il Ministro Profumo, c’erano la Presidente della Commissione Cultura e Istruzione della Camera, Manuela Ghizzoni, la Responsabile Pd Scuola Francesca Puglisi e il Responsabile Pd Università Marco Meloni. Ha coordinato l’incontro la giornalista Roberta Carlini. Il titolare del dicastero di Viale Trastevere ha anche spiegato la sua proposta sull’università.

Chi non studia deve pagare di più. Questo, in estrema sintesi, il senso dell’intervento: “Le persone, come gli studenti lavoratori, che per qualche motivo non sono in condizione di terminare nei tempi accademici il ciclo di studi, devono poter avere la possibilità di dire “[…]invece di 4 impiegherò 6 annì. Ma – ha aggiunto Profumo – c’è una parte importante di studenti che fanno altre cose e questa parte deve contribuire di più al sistema dell’istruzione”.

Il Ministro si voleva riferire in particolare a “[…]quegli studenti che non vengono all’Università, che non frequentano, ma che si iscrivono solo per godere dei benefici dello status di studente. Dobbiamo dire loro – ha concluso Profumo – che devono contribuire anche per mettere in condizione gli studenti meritevoli, che non ne hanno la possibilità, di studiare.

Durante il dibattito si è registrato anche un piccolo scontro tra il Ministro e la Responsabile Scuola del Pd Francesca Puglisi: il titolare del dicastero di Viale Trastevere ha infatti accusato l’esponente democratica di “[…]trasmettere, durante le riunioni che facciamo insieme, le mie parole in tempo reale alle agenzie o pubblicandole su Twitter”. Un’accusa alla quale la Puglisi ha risposto duramente: “Non le permetto di dire questo, esigo il rispetto che le ho sempre dato. Io rappresento una forza politica, lei piuttosto controlli i suoi uffici perche le informazioni escono da lì…”.

Marcello Di Meglio

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