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SCUOLA: GIANNINI ANTICIPA LE LINEE GUIDA DELLA RIFORMA

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Giannini, ministri dell’istruzione

RIMINI 26 AGO. Scuola Anno 0. Si cambia. Dal Meeting di fine agosto di “Comunione e Liberazione” in corso a Rimini, Giannini Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Stefania Giannini – nel Governo Renzi in quota Scelta Civica – illustra le linee guida della riforma del sistema scolastico educativo che venerdì 29 agosto prossimo sarà portata in Consiglio dei Ministri per l’imprimatur ufficiale dell’esecutivo riunito, a tre giorni dal 1 settembre, inizio giuridico dell’anno scolastico 2014/15, anche se è da chiarire che il “riformone” non si sarà un Decreto con applicazione immediata.

“Il 29 agosto sarà l’occasione per presentare la “visione” del nostro Governo sui temi dell’istruzione e in particolare della scuola, a cui seguirà poi un provvedimento che è in costruzione da mesi” – ha esordito il Ministro Giannini. Dal Meeting di CL, la titolare di Viale Trastevere ha assicurato che “[…]il Governo intende eliminare il precariato nella scuola”. Non ha dato dettagli precisi su come ciò potrà avvenire, rimandandoli ai prossimi giorni, ha però spiegato che le supplenze devono essere riconsiderate in quanto già dall’inizio dell’anno scolastico si conoscono alla perfezione quali e dove sono i posti da sostituire stabilmente “[…]ma c’è un meccanismo perverso che ci trasciniamo da decenni che non ci consente di lavorare se non con l’organico di diritto e quindi di riempirlo attraverso le graduatorie”.scuolaclasseln

“I supplenti non saranno eliminati fisicamente, – ha voluto precisare con una battuta la Ministra Giannini – bisogna però ragionare in termini di organico funzionale e non di organico di diritto. È l’uovo di Colombo che chi lavora nella scuola conosce da tempo, ma che nessun Governo ha avuto il coraggio di affrontare direttamente perché significa prendere coscienza che le supplenze non fanno bene né a chi le fa, né a chi le riceve”.


L’organico funzionale – non più per singolo istituto ma con tutta probabilità per cosiddette “reti di scuole” – dovrebbe assegnare ad un gruppo di istituti dello stesso grado un certo numero di docenti che tenga conto di tutte le esigenze, sia di insegnamento sia delle eventuali supplenze. Una operazione che potrebbe fare ritornare in vita la defunta continuità didattica per le classi: avere lo stesso insegnante, compresi quelli di sostegno, per tutto il percorso scolastico. I docenti dell’organico funzionale, in altre parole, coprirebbero sia le ore di lezione “frontali” sia le supplenze, lunghe e brevi.scuolainizioln

Ed è proprio questo il nodo che fa tremare le vene dei polsi a migliaia di precari. Per fare fronte alle esigenze delle scuole, oltre ai docenti di ruolo, si dovrebbe coinvolgere una parte dei precari inseriti nelle graduatorie ad esaurimento che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbero ottenere incarichi non più annuali ma pluriennali: due o tre anni. E di conseguenza avvicinarsi al ruolo, visto che fino all’assunzione dell’ultimo supplente delle graduatorie provinciali si continuerebbe ad assegnare metà dei posti ai vincitori di concorso e l’altra metà ai precari delle liste ad esaurimento.

Sul “merito” dei docenti la Ministra è stata chiara. “Chi fa di più, prende più soldi” – è l’idea di fondo dell’esecutivo. Ma la tanto temuta tripartizione tra docenti esperti, ordinari e senior sembra tramontare. Secondo alcune indiscrezioni, verrà portato avanti il criterio del tempo dedicato alla scuola – chi più lavora, più guadagna – oltre le ore di insegnamento e le funzioni ricoperte. Un meccanismo già utilizzato nella scuola. Ma è allo studio anche la revisione dei programmi scolastici, per adattarli al nuovo millennio, e la possibilità di maggiore autonomia per le scuole.

pantaleomimmocgillnI sindacati, naturalmente, sono in allarme e avvertono: “Se rispondono a verità le indiscrezioni di un intervento sugli scatti e di un tentativo di introdurre elementi di meritocrazia al di fuori di un sistema contrattuale – ha anticipato il leader della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo (in foto) – per noi è inaccettabile. Quando si punta sul lavoro e sulla professionalità bisogna pensare che lo strumento per valorizzare l’impegno è il contratto di lavoro, bisogna quindi puntare al rinnovo del contratto, bloccato da 8 anni” – ha precisato il responsabile nazionale della Cisl Scuola, Francesco Scrima (in foto). scrimafrancescocislln

E d’accordo con lui si è detto pure il Segretario della Uil Scuola, Massimo Di Menna (in foto sotto), secondo il quale se la riforma della scuola non prevedesse un impegno sul rinnovo del contratto “sarebbe molto negativo”.

A parte il personale della scuola, gli altri due grandi capitoli su cui il provvedimento del Governo si articolerà sono l’autonomia scolastica e programmi e competenze degli studenti. Nei giorni scorsi i contatti tra Giannini e Renzi sono stati molto fitti.

dimennamassimouillnIl “Piano scuola” è stato elaborato negli uffici del Miur sulla base di quanto uscito dai “Cantieri di lavoro settoriali” istituiti al palazzone ministeriale di Viale Trastevere per fare una fotografia dell’esistente e avanzare possibili soluzioni: il Premier avrebbe poi valutato tra queste quelle “politicamente fattibili”.

Anticipazioni a parte, non resta dunque che attendere venerdi prossimo quando saranno presentate allora le linee guida “operative” che non avranno tuttavia ripercussioni immediate sull’anno scolastico che sta per iniziare perché dal Consiglio dei Ministri non uscirà un Decreto ma un Disegno di Legge da sottoporre alla discussione parlamentare.

Dai primi giorni di settembre partirà quindi una consultazione di forze politiche e sociali e sarà aperto un dibattito che andrà avanti per un paio di mesi. Poi il Governo tirerà le somme e procederà con i provvedimenti.

A differenza di quanto accaduto, talvolta, negli anni passati questo rivoluzionario “pacchetto scuola” non dovrebbe essere una misura a costo zero, ma un intervento coperto da un cospicuo stanziamento di risorse. Nei giorni scorsi Matteo Renzi ha parlato di un miliardo di Euro da prevedere nella Legge di stabilità. E “[…]investire sull’istruzione in un momento di crisi profonda vuol dire preparare la svolta radicale dei prossimi anni” – ha assicurato infine a Rimini il Ministro Giannini.

Marcello Di Meglio

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