Scrocchiare le dita produrebbe fuochi d’artificio

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Scrocchiare le dita
Scrocchiare le dita
Scrocchiare le dita

CALIFORNIA. 10 DIC. Secondo uno studio della University of California, analizzando agli ultrasuoni le nocche nel momento dello scrocchiare, verrebbero prodotti una sorte di fuochi d’artificio.

Può essere una cosa fastidiosa per qualcuno, diventare un tic per altri, ma in pochi sanno cosa avviene quando si fanno scrocchiare le dita.

Per comprendere cosa succedeva nel momento dell ‘scrocchio’ un gruppo di ricerca americano ha chiesto a 40 adulti di far scrocchiare le dita mentre venivano sottoposti all’esame a ultrasuoni.

 

Il risultato è stata una vera e propria scarica luminosa associata al classico rumore.

“Siamo certi – spegano gli studiosi californiani – che lo schiocco e la luce siano relativi ai cambiamenti dinamici di pressione associati a una bolla di gas nell’articolazione”.

Il lavoro è stato poi presentato al meeting annuale della Radiological Society of North America (Rsna), in corso a Chicago.

Robert Boutin, professore di radiologia alla University of California coordinatore dello studio spiega: “Nel tempo ci sono state diverse teorie e alcune controversie su che cosa succede alle articolazioni quando scricchiolano”. L’esame dello stato fisico dei partecipanti non ha rivelato dolore immediato, gonfiore o qualche forma di disabilità associata allo scrocchio. Inoltre, non è stata osservata nessuna differenza tra chi ha compiuto il gesto e il gruppo di controllo, né in stato di riposo né durante azioni come l’afferrare qualcosa o lo stringere una mano.

“Non abbiamo registrato alcun problema, anche se dovranno essere svolte ulteriori ricerche per valutare eventuali rischi, o benefici, a lungo termine”, precisa poi Boutin.

Insomma lo scricchiolio sarebbe dovuto a una piccola bolla che si sviluppa nelle dita e che poi scoppietta generando una scarica luminosa con la bolla che riempirebbe una cavità che si forma nelle articolazioni a riposo.

Non si riesce a scrocchiare da subito le nocche in quanto occorerebbe un po’ di tempo perché il gas si ridisciolga nel liquido sinoviale delle cavità articolari.

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