Sciopero generale contro Renzi: a Genova rischio venerdì nero

4
CONDIVIDI
Oggi è sciopero generale Usb: le modalità in Liguria

GENOVA. 17 OTT. Le Confederazioni e le Organizzazioni Sindacali CIB UNICOBAS – USI – USB oggi hanno proclamato uno sciopero generale nazionale di tutti i settori pubblici e privati per l’intera giornata di venerdì 21 ottobre.

L’astensione è stata proclamata nel rispetto della disciplina dei servizi pubblici essenziali.

Anche a Genova si preannuncia il rischio di un venerdì nero, soprattutto per i trasporti. L’obiettivo dei sindacati di base è quello di “fermare il Paese” in aperta contestazione alle politiche del governo Renzi. Ecco il testo del comunicato Cobas Usb.

 

“Lo Sciopero Generale e sociale è stato indetto per l’occupazione, il lavoro e lo stato sociale e contro le politiche economiche e sociali del governo Renzi dettate dall’Unione Europea;

per la difesa e l’attuazione della Costituzione e il NO alle modifiche proposte dal governo;

per la scuola e la sanità pubblica e il diritto all’abitare;  contro l’attuale sistema previdenziale e la controriforma Fornero, la riforma Madia, il jobs act, l’abolizione dell’art.18, il contratto a “tutele crescenti”, la precarietà sul lavoro, l’attacco al potere d’acquisto dei salari e al Contratto nazionale;

per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, per l’aumento di salari e pensioni, per il reddito per tutti, per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario per la piena ed efficace tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e nei territori;

contro le privatizzazioni, la deindustrializzazione del paese, le delocalizzazioni e per la nazionalizzazione di aziende in crisi e strategiche per il paese, contro la cosiddetta ‘Buona Scuola’;

contro la Bossi-Fini e il nesso permesso di soggiorno – contratto di lavoro per garantire pari diritti a tutti, indipendentemente dalla nazionalità, per i diritti sociali e di cittadinanza, contro la guerra e le imprese militari;

per un fisco giusto senza condoni agli evasori;

per la democrazia sui posti di lavoro ed una legge sulla rappresentanza che annulli l’accordo del 10 gennaio 2014 e preveda il riconoscimento di diritti sindacali in tutti i luoghi di lavoro del pubblico e del privato per i sindacati legalmente costituiti.

Il 21 Ottobre si svolgeranno iniziative, presidi e manifestazioni in tantissime città e dal pomeriggio dello stesso giorno a Roma l’USB, l’Unicobas e l’USI, insieme a molte altre organizzazioni sociali e politiche si ritroveranno a Piazza San Giovanni che per l’occasione sarà rinominata Piazza Abd Elsalam, il lavoratore ucciso a Piacenza il 14 settembre scorso mentre svolgeva attività sindacale, per attendere la partenza della manifestazione nazionale del giorno seguente, 22 ottobre, per difendere lavoro e stato sociale, a sostegno del NO al Referendum e contro le politiche del governo Renzi”.

4 COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO