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SCIOPERO EUROPEO. A GENOVA TRE CORTEI CONFLUISCONO IN PIAZZA DE FERRARI. IL DISCORSO DELLA SORRENTINO

GENOVA. 15 NOV. Ieri a Genova, peraltro senza alcun incidente a differenza di altre città, si sono svolti tre cortei per lo sciopero europeo contro l'austerity.
Due i cortei di lavoratori, uno di "ponente" e uno di "levante" con percorso prefissato; mentre un terzo corteo quello "autonomo" di studenti si è mosso senza preavviso di percorso.

Il traffico a Genova si è paralizzato anche con la chiusura temporanea della sopraelevata.

Il tre cortei si sono dati appuntamento in piazza De Ferrari per il comizio di Serena Sorrentino, segretario nazionale confederale della Cgil.

Ecco, secondo i dati della CGIL la percentuale di partecipanti allo sciopero.
A Genova i lavoratori hanno effettuato 8 ore di sciopero, anziché 4: ILVA 55%, Ansaldo Energia 70 per cento, Selex Elsag 55 per cento, VTE 75%, Appetais 38, Istituto comprensivo di Genova Teglia 56%, Aster 50%.

Proprio in piazza De Ferrari, è giunto dapprima il corteo proveniente da ponente a cui si sono aggiunti gli studenti proviene dalla stazione marittima. Il secondo corteo, ha risalito via XX Settembre ed è giunto poco dopo.

Proprio la Sorrentino ha chiesto un vero e proprio cambio di rotta nelle politiche sociali, economiche ed industriali: “Oggi siamo in piazza come Cgil insieme ad altri sindacati di 27 paesi europei per la mobilitazione indetta dalla CES contro l’austerità e contro i tagli che hanno portato a licenziamenti e mancata stabilizzazione dei precari, ma anche tagli ai servizi essenziali per le persone, salute e assistenza sociale; tagli che hanno prodotto, anche nel nostro paese, danni al sistema delle pensioni e degli ammortizzatori sociali. Non si può continuare a far pagare la crisi comprimendo i diritti di lavoratori e pensionati senza intaccare le vere ricchezze che pur ci sono nel Paese. Oggi siamo in piazza per dire che c’è bisogno di cambiare rotta, costruendo una politica economica differente, facendo partire gli investimenti perché abbiamo bisogno di far ripartire l’economia per garantire prospettive occupazionali per i giovani e soprattutto per garantire un futuro dove si possa conciliare la stabilità sociale con la possibilità di essere competitivi a livello internazionale. Per questi motivi la Cgil oggi è in piazza con la Ces e si mobiliterà anche nelle prossime settimane con un grande piano per il lavoro”.