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Sciopero della fame per i giudici onorari, diverse udienze sospese

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GENOVA. 8 GIU. I giudici onorari di Genova stanno effettuando uno sciopero della fame, oltre ad astenersi dalle udienze per un giorno alla settimana: “Con il trattamento economico che siamo costretti ad accettare non arriviamo a fine mese”.

Ma chi sono i giudici onorari? Si tratta di tre toghe divise in tre categorie, quasi sempre avvocati che hanno superato una selezione per titoli.

Per primi ci sono i Vpo, viceprocuratori onorari che, secondo i dati statistici, sostituiscono i pubblici ministeri nell’80% dei processi per reati con pene potenziali non elevate. Poi ci sono di Gdp, giudici onorari di pace che seguono i risarcimenti danni di piccola entità e le multe stradali. Infine ci sono i Got, giudici onorari di tribunale, che decidono su controversie civili in tema di eredità, separazioni, risarcimenti più cospicui ed entro certi limiti pignoramenti ed esecuzioni mobiliari.


Da Bruxelles è recentemente arrivata una minaccia di procedura di infrazione, che riguarda l’abuso di queste figure professionali, nate come supporto alle carenze d’organico perché sono diventati una vera e propria categoria con funzioni di giudici, ma senza tutele e riconoscimenti come gli altri dipendenti del ministero della Giustizia.

Ora dal Governo di Roma è al vaglio un progetto di livellamento delle prestazioni dei giudici onorari che prevede due giorni di lavoro alla settimana ed un aumento del 40% dell’organico.

A lanciare lo sciopero della fame e l’astensione dalle udienze, fino al 10 giugno, è stata l’associazione di categoria Unimo, Unione nazionale magistrati onorari.

I giudici onorari chiedono quindi la tutela per malattia e maternità, la previdenza a carico dello Stato, una maggiore remunerazione.

Per quanto riguarda i giudici onorari impiegati in Procura è in corso un’altra modalità di protesta, lanciata dalla sigla sindacale Movimento 6 luglio, con i viceprocuratori onorari che hanno cominciato a lavorare due giorni alla settimana, come se la riforma fosse già in atto, generando, così, non pochi problemi per lo svolgimento delle varie udienze. Al punto che l’altro giorno in udienza si è presentato, come rappresentante della pubblica accusa, il capo dei pm genovesi Francesco Cozzi.

 

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