ARCHIVIO

Scansafatiche e furbetti, Toti: impronte digitali per i dipendenti regionali

GENOVA. 5 MAR. Cuccagna degli enti pubblici ciao, ciao. Mentalità da secolo scorso addio. Scansafatiche e furbetti nel mirino del centrodestra. E' una questione di giustizia e buonsenso. Parte dal "modello Liguria" la battaglia contro i dipendenti pubblici disonesti, che non lavorano o lavorano per finta. Fermo restando i diritti dei (veri) lavoratori del settore pubblico, introdurre un sistema più meritocratico per valorizzare chi si impegna al servizio della cittadinanza e zero buonismo per gli altri che se ne fregano, ma prendono ugualmente lo stipendio a fine mese.

Giovanni Toti scatenato contro i furbetti del cartellino, sia su Facebook, sia durante la trasmissione Mediaset "Domenica Live" andata in onda in TV oggi pomeriggio.

"Non chiamiamoli furbetti del cartellino ma LADRI...e poi introduciamo le impronte digitali!". E ancora: "100 vigili la notte di Capodanno a donare il sangue? Ma ci state prendendo in giro!?!?". "Introduciamo le impronte digitali affinché non si possa più timbrare per altri. Si può fare. Noi lavoreremo per introdurre il sistema in Liguria".

Il governatore ligure ha annunciato che la sua amministrazione sarà da esempio per tutta Italia perché chiederà le impronte digitali ai dipendenti della Regione. In sostanza, al posto del classico badge, gli impiegati regionali dovranno "timbrare il cartellino" usando le loro dita. In questo modo, si potrà evitare il rischio di un certo tran tran, a dir poco vergognoso, finora registrato in vari enti pubblici della Penisola. Toti ha anche spiegato che ormai gran parte degli smartphone si attivano attraverso le impronte digitali del proprietario: "Perché non usare un sistema similare anche per registrare le entrate e le uscite dal posto di lavoro dei nostri dipendenti?".

Populista? Staremo a vedere chi starà dalla parte dei lavoratori onesti e dei cittadini, che hanno il diritto di ricevere adeguati servizi dalla pubblica amministrazione, e chi da quella degli scansafatiche e dei furbetti.