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Scandalo pap test S. Corona Pietra Ligure: confermata condanna a medico

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Medico

I giudici della Prima sezione d’Appello della Corte dei Conti oggi hanno respinto il ricorso presentato da Alessandro Vitali, anatomopatologo dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure (ora in pensione) contro la condanna, inflittagli in primo grado, ad un risarcimento di oltre 389mila euro.

Secondo l’accusa, il medico aveva svolto in regime privato numerose analisi di laboratorio, nello specifico pap test, in orario di lavoro, utilizzando le strutture e attrezzature dell’ente pubblico.

Vitali aveva impugnato la sentenza emessa dai giudici nel dicembre dell’anno scorso respingendo tutte le accuse. I magistrati hanno però confermato la sentenza di primo grado.


Il medico, che aveva un rapporto di lavoro esclusivo con la struttura sanitaria per la quale lavorava, era autorizzato a svolgere attività privata in regime di intramoenia allargato, versando quanto dovuto all’azienda. Dalle indagini dei Nas era emerso che l’anatomopatologo aveva refertato, dal 2004 al 2009, quasi 5 mila pap-test in regime privatistico senza versare il dovuto all’ente pubblico e utilizzando le sue strutture.

Dalle indagini, che hanno coinvolto numerosi medici, era emerso che un ex dipendente dell’ospedale San Martino, ritirava i reperti biologici dai ginecologi, li portava a casa per la “colorazione” e poi li consegnava a diversi anatomopalogi in servizio presso strutture pubbliche per le analisi.

Secondo i giudici di primo e secondo grado, Vitali avrebbe quindi “dolosamente cagionato un danno all’Asl 2 savonese svolgendo attività non autorizzata”.

 

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