Scandalo cadeaux dal Kuwait, la ministra Roberta Pinotti si difende

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Il ministro genovese Roberta Pinotti incontra il vice ministro della Difesa del Kuwait
Il ministro genovese Roberta Pinotti incontra il vice ministro della Difesa del Kuwait
La ministra genovese Roberta Pinotti incontra il vice ministro della Difesa del Kuwait

ROMA. 11 MAG. Dopo il caso dei carabinieri della sua scorta, adesso per la ministra genovese Roberta Pinotti è arrivata un’altra gatta da pelare. Si tratta di presunti cadeaux regalati dal Kuwait dopo l’accordo tra Finmeccanica e il Paese arabo per la maxi commessa di 28 aerei da combattimento Eurofighter.

Secondo l’informatissimo sito web “Dagospia” la senatrice di Sampierdarena, nominata ministra da Renzi nel febbraio 2014 dopo la sconfitta alle primarie contro Marco Doria e Marta Vincenzi, avrebbe ricevuto un orologio Rolex in oro bianco tempestato di brillanti e due gioielli di valore “importante” destinati alle figlie.

Roba da decine di migliaia di euro, quando i politici con incarichi istituzionali non possono ricevere regalini di valore superiore a 300 euro (150 euro per i dipendenti pubblici).

 

Roberta Pinotti sarebbe furiosa e nel pomeriggio la ministra della Difesa ha impartito l’ordine di diramare una nota ufficiale: “In ordine ad alcune presunte indiscrezioni apparse oggi su Dagospia, il ministero della Difesa rende noto che il ministro Pinotti ha sempre seguito le prescrizione contenute nel Dpcm del 20.12.2007 riguardo i cosiddetti ‘doni di rappresentanza‘. Ove ne ricorrono le condizioni detti doni vengono quindi presi in consegna e custoditi dall’Amministrazione Difesa. Sono perciò da considerare prive di qualsiasi fondamento le notizie apparse oggi su un sito web e riprese incautamente da altri”.

Nel novembre scorso, durante la visita a Ryad di una delegazione italiana, i nostri esemplari rappresentanti si sarebbero accapigliati per i Rolex offerti in dono dagli arabi. Un caso su cui era intervenuto il premier Renzi, che aveva fatto “sequestrare” i regalini degli sceicchi. In una nota, Palazzo Chigi aveva assicurato che i Rolex erano rientrati nella disponibilità e custodia dell’amministrazione pubblica. Fabrizio Graffione

 

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