Scajola: sgombero coatto per abusivi in alloggi popolari, prima i nostri

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Un gruppo di militanti di Forza Nuova davanti alla casa popolare di Arte occupata abusivamente da una famiglia straniera a La Spezia
Un gruppo di militanti di Forza Nuova davanti alla casa popolare di Arte occupata abusivamente da una famiglia straniera a La Spezia
Un gruppo di militanti di Forza Nuova davanti alla casa popolare di Arte occupata abusivamente da una famiglia straniera a La Spezia

GENOVA. 8 APR. A.r.t.e. nella bufera per gli alloggi popolari occupati illegalmente dagli immigrati abusivi, senza che nessuno dicesse nulla o intervenisse, a parte il consigliere regionale della Lega Nord Stefania Pucciarelli. Se a Genova l’intollerabile situazione è venuta alla luce, ma per Rivarolo non sono stati ancora adottati provvedimenti, a La Spezia l’assessore regionale all’Urbanistica si è mosso e ha chiesto formalmente lo sgombero coatto degli stranieri.

“Quanto sta accadendo a La Spezia con l’occupazione illegale di un alloggio popolare, che ha visto il suo legittimo assegnatario essere estromesso, è assolutamente intollerabile. Roberto Bolleri è un uomo invalido che da parecchi anni è regolarmente assegnatario e pertanto ha il diritto di continuare a viverci. Non ci sono mezzi termini: occupazioni abusive di questo tipo non si possono tollerare”.

Lo ha dichiarato oggi Scajola, intervenendo, nello specifico, sulla vicenda dell’occupazione illegale a La Spezia da parte degli immigrati, nel momento in cui Bolleri si era temporaneamente assentato per motivi personali e di malattia.

 

“Non appena siamo venuti a conoscenza di questa vicenda – ha aggiunto Scajola – gli uffici regionali hanno immediatamente interpellato la sede di ARTE di La Spezia per dare il massimo sostegno a Robero Bolleri e per avere una relazione dettagliata su quanto stava accadendo. Abbiamo chiesto che fosse ripristinata immediatamente una situazione di legalità, anche attraverso l’autorità giudiziaria, con uno sgombero coatto”.

L’assessore, nell’intervenire in modo deciso e nel ribadire che vigilerà sull’evolversi positivo della situazione, ha comunque auspicato “il rapido intervento dell’autorità competente, poiché quanto accaduto non può avere alcuna giustificazione”.

Scajola ha inoltre preannunciato la modifica, in corso d’opera, della legge regionale sui criteri di assegnazione delle case popolari per dare più garanzie e certezze agli assegnatari degli alloggi. Una modifica che approderà, nelle prossime settimane, all’esame della giunta regionale.

 

9 COMMENTI

  1. Non sono solo quelli della lega… i primi che hanno dato visibilità alla cosa e si sono battuti sin da subito sono i militanti di Forza Nuova Genova di cui traete l’immagine nella foto …

  2. Francesca Clementi: Quello a cui lei si riferisce è lo zio, l’ex ministro Claudio Scajola (peraltro assolto per quella vicenda). Quello che si è schierato contro gli abusivi e a favore del disabile spezzino è il nipote, il giovane assessore regionale Marco Scajola

  3. ma se è l’Arte quella che permette di far restare gli abusivi!! Solo perché si è in “emergenza abitativa” gli lascia la casa e tutto, per anni e anni, questo sia agli stranieri che agli Italiani (se uno fa cose illegali è uguale, che sia straniero o no non cambia nulla!)..ce ne sono tantissimi che hanno fatto così, entrati illegalmente e ora sono inquilini come tutti gli altri, uguali come quelli che hanno aspettato civilmente con le graduatorie una casa, per anni e anni.. come sempre i furbi vanno avanti, gli altri no. Ma d’altronde siamo in Italia, ognuno fa quel che vuole e lo premiano anche.
    Questi entrano, gli danno casa e tutto..bello così, uno si può anche scegliere quartiere, palazzo, piano o vicino a parenti..e l’istituzione invece che fare lo sgombero e dare un’altra casa o aiutare in altri modi, li fa rimanere, magari anche in 15-20 persone, ma rimane il fatto che quella casa probabilmente era già per qualcun altro, che ora dovrà aspettare chissà quanti altri anni ancora solo perché gliel’hanno già presa..solo in Italia questo può succedere, alla faccia delle leggi e della legalità.

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