Savona, presto il “Registro della bigenitorialità”

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Il Comune di Savona vara la manovra di risanamento

SAVONA. 7 OTT. “È con grande soddisfazione che annunciamo l’imminenza dell’istituzione del Registro della Bigenitorialità”, annuncia con entusiasmo Massimo Arecco, Vice Sindaco di Savona.

“È un tema che ci stava molto a cuore, del quale ci siamo occupati già dall’estate 2015 e che con il Sindaco Ilaria Caprioglio abbiamo promosso in campagna elettorale. A giorni, con la ratifica da parte del Consiglio Comunale, potremo dire di aver mantenuto la promessa, grazie alla sensibilità e all’impegno dell’Assessore alle Politiche Sociali Cristina Bellingeri che ne ha curato l’istruttoria”.

“Si tratta di un principio consolidato in europa e contemplato dalla ‘Convenzione sui diritti dei fanciulli’ sottoscritta a New York il 20.11.1989 e resa esecutiva in Italia con L. 176 del 1991”, spiega l’assessora ai Servizi Sociali del Comune di Savona Cristina Bellingeri, che prosegue: “In Italia, la legge 54/2006 riconosce il principio della bigenitorialità attraverso l’affido condiviso che, tuttavia, viene sovente disatteso nella pratica. Scopo del Registro della Bigenitorialità è quello di tutelare i diritti dei bambini affermando il ruolo di entrambi i genitori anche in caso di separazione o divorzio: ci si separa dal coniuge, non dai figli. Il registro è istituito all’anagrafe e ad esso si possono iscrivere i figli di tutti i genitori con residenze diverse, qualunque ne sia il motivo. La residenza resta una sola, ma le comunicazioni che riguardano i bambini dovranno fare riferimento ai due domicili indicati dai genitori; unico vincolo sarà l’assenza di limiti alla potestà genitoriale. Il registro produce effetti concreti consentendo ad entrambi i genitori di esercitare meglio il loro ruolo per diritti, doveri e responsabilità”.

 

“Le difficoltà che stiamo affrontando a causa del notorio stato del bilancio sono notevoli, ma il nostro impegno è costante per mettere al centro la famiglia, non già come slogan, bensì partendo da un welfare sussidiario che veda la famiglia quale autonomo soggetto sociale, promuovendone, con gli interessi del gruppo familiare, la persona dei suoi singoli componenti in tutti gli ambiti di competenza dell’Amministrazione”, conclude l’Assessore Cristina Bellingeri.

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