Savona, presentato il Bilancio con un piano pluriennale di riequilibrio

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Comune_SavonaSAVONA. 2 AGO. Presentato il piano pluriennale per il Bilancio del Comune di Savona che dovrà essere votato entro 90 giorni in Consiglio Comunale.

Nessun aumento delle tasse, si spera, ma una riorganizzazione completa delle spese amministrative, con “lacrime e sangue” per tutti, in primis gli evasori, in un piano pluriennale di riequilibrio, finanziario, spalmato nei prossimi dieci anni, che dovrà passare entro 90 giorni in Consiglio Comunale, pena, il commissariamento del Comune di Savona.

Nel dettaglio tutti i conti:

 

La norma prevede che almeno una volta entro il 31 luglio di ciascun anno, l’organo consiliare provvede con delibera a dare atto del permanere degli equilibri generali di bilancio o, in caso di accertamento negativo ad adottare contestualmente:
a) le misure necessarie a ripristinare il pareggio qualora i dati della gestione finanziaria facciano prevedere un disavanzo, di gestione o di amministrazione, per squilibrio della gestione di competenza, di cassa ovvero della gestione dei residui;
b) i provvedimenti per il ripiano degli eventuali debiti di cui all’art. 194 del T.U.E.L.;
c) le iniziative necessarie ad adeguare il fondo crediti di dubbia esigibilità accantonato nel risultato di amministrazione in caso di gravi squilibri riguardanti la gestione dei residui.

Il Comune Di Savona, con propria deliberazione del 23 maggio 2016 ha approvato il bilancio di previsione 2016 – 2017 e 2018 con una previsione di spesa e di entrate decisamente ridimensionate rispetto agli anni precedenti, ma che a distanza di due mesi mostra carenze in capitoli di spesa necessari per un corretto funzionamento della macchina comunale e con entrate che non si riescono a realizzare.

Ovviamente l’analisi sulle esigenze di una maggiore spesa sono state compiute solo su quei capitoli di bilancio che non erano differibili e direi neppure discrezionali.

L’analisi sulla situazione finanziaria e la verifica generale dello stato di accertamento delle entrate e di impegno delle spese è stata effettuata con la preziosa collaborazione dei Settori dell’Ente ed è emerso, allo stato attuale, una previsione di squilibrio della gestione corrente di competenza pari a circa € 4.765.000,00 indicativamente distribuiti come segue:

Minori entrate correnti e da oneri di urbanizzazione
€ 1.047.000,00

Maggiori spese correnti
€ 3.718.000,00

Totale

€ 4.765.000,00

Occorre nuovamente ribadire che le suddette spese sono in gran parte di natura obbligatoria e la loro mancata copertura determinerebbe un serio pregiudizio per l’attività dell’ente, il formarsi di debiti fuori bilancio e il rischio di contenzioso giudiziario.

Oltre alle esigenze finanziarie pari a 4.765.000, occorre anche rammentare che con deliberazione della Corte dei Conti – Sezione Regionale di Controllo per la Liguria n. 45/2016 (nota alle cronache per i contratti sui Derivati) è stata accertata l’emersione di un disavanzo sostanziale di amministrazione per l’esercizio 2013 ammontante complessivamente ad € (-) 4.119.532,40 per il quale ci è stato, sempre in detta deliberazione di ripianare negli esercizi 2016, 2017 e 2018.

Oltre al riequilibrio sul bilancio 2016 (4.765.000) ed al ripianamento della sentenza della Corte dei Conti, inerente il contratto sui Derivati, (4.119.532), occorrerà rivedere anche gli accantonamenti sui residui attivi per poste arretrate (IMU, TARI, TASI e Sanzioni) che paiono di dubbia esigibilità ed il cui totale, al 31 dicembre 2015, ammontava ad Euro 28 milioni e la cui riscossione si attesta al solo 30,26%.

Sino a questo punto sono state evidenziate le necessità, tecnicamente considerate di “competenza”, ma occorre anche esaminare la situazione del bilancio nella sua disponibilità di cassa e quindi di liquidità, che certamente non è rosea.

Ovviamente e onde evitare falsi allarmismi, la crisi di liquidità è evidente, ma non tale da impedire all’Ente di onorare stipendi, fornitori etc., quindi rassicurerei i dipendenti e fornitori, in quanto verranno tutti pagati regolarmente.

Attualmente il Comune beneficia di anticipazioni dalla Tesoreria per 9 milioni circa e purtroppo, sino alla fine dell’anno 2016, detta anticipazione tenderà probabilmente ad aumentare in quanto siamo in presenza di una costanza di spesa ed una cospicua entrata solo alla fine dell’esercizio.

La situazione di crisi di liquidità sopra richiamata è dipesa principalmente:

  • dalla progressiva riduzione della contribuzione statale, come risulta dai seguenti riepiloghi che dimostrano l’evoluzione intervenuta nel corso degli ultimi anni:
  • Fondo di Solidarietà / Fondo sperimentale di riequilibrio

 

 

  • dalla bassa percentuale di riscossione dei residui attivi e dalla crescente percentuale di pagamento dei residui passivi nel corso dell’ultimo triennio (totale complessivo del bilancio), anche per effetto del provvedimento “Sblocca debiti” (D.L. n. 35/2012), così come rappresentato nelle tabelle che seguono:

 

Per le considerazioni sopra esposte ed in considerazione che:

il bilancio è caratterizzato da una rigidità della spesa corrente non modificabile nel breve periodo per gli importi evidenziati in premessa e non si registrano maggiori entrate sufficienti allo scopo;
non sussiste avanzo di amministrazione libero;
il ricorso all’incremento dei livelli tariffari dei servizi resi, tenuto anche conto degli effetti soltanto parziali sul corrente esercizio, non consentirebbe di riassorbire il disavanzo tendenziale;
la Legge n. 208/2015 (Legge di stabilità 2016) ha introdotto al comma 26 dell’articolo 1 il blocco degli aumenti tributari da applicarsi anche nelle fattispecie contemplate dall’articolo 193 del D.Lgs. n. 267/2000 (salvaguardia degli equilibri di bilancio).

e per evitare che l’Ente possa essere trascinato verso una situazione di dissesto, si è ritenuto di proporre al Consiglio Comunale una procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, che prevede la possibilità di proporre “piano pluriennale di riequilibrio” finanziario della durata massima di dieci anni.

Dall’adozione della deliberazione occorrerà, entro 90 giorni, predisporre il piano pluriennale di riequilibrio, il quale dovrà essere esaminato ed approvato sia dalla Corte dei Conti che dal Ministero degli Interni.

Ovviamente il piano non potrà limitarsi a coprire le incertezze economiche dell’anno 2016, ma dovrà esaminare ogni singolo aspetto delle entrate e delle uscite e dovrà proiettare il Comune di Savona su una visione nuova sia in termini di:
gestione della spesa
gestione delle entrate
organizzazione
rapporti con le società partecipate.

Dall’esame del bilancio si può facilmente evincere che lo stesso è caratterizzato da una rigidità di spesa molto elevata e pertanto occorrerà rivedere interamente tutti i contratti in essere, i rapporti concessori, gli affidamenti e ricondurli alle risorse che oggi Savona si può permettere, senza con questo trascurare servizi essenziali a cui non si può e non si deve rinunciare quali: servizi sociali, sicurezza, sicurezza degli edifici pubblici e scuole, igiene urbana.

In merito alle entrate, ci auguriamo di non dover ricorrere ad aumenti di IMU, TASI, ed addizionale comunale, ma occorrerà dare un giro di vite a quella fascia di evasione con una massiccia manovra di equità sociale; ovviamente una manovra sulle entrate sarà condizionata dalla redazione risultato del piano decennale.

Diversamente, sempre in termini di entrate, l’applicazione di tariffe per servizi che oggi il Comune eroga e che dovranno essere rivisti.

Certamente lo stato attuale delle risorse economiche e la situazione di cassa indurranno ad un grande sforzo organizzativo, sacrifici e rinunce, ma la soluzione che viene proposta al Consiglio Comunale consentirà all’ente di mettere in sicurezza la propria situazione finanziaria e di scrivere le prospettive e gli obiettivi dei prossimi dieci anni.

Soffriranno principalmente tutti gli impegni finanziari più superflui.

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