Savona Arancione: isolare i profughi, l’intolleranza e le ronde non sono la soluzione

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Il Comune di Savona vara la manovra di risanamento

SAVONA. 25 LUG. Hub di prima accoglienza profughi, ronde e intolleranza, Savona Arancione chiede alla Caprioglio di dissociarsi da episodi razziali.

Governare una città, una regione o una nazione significa saper ascoltare le persone, rappresentare le idee di maggioranza e opposizione e trovare in questo modo le soluzione più adatte ai bisogni di tutti, anche e soprattutto di chi non ha nulla.
Il principio di aiutare il prossimo non è obbligo e retaggio morale della religione ma è il fondamento di un paese civile che fa dei diritti umani il baluardo a difesa della democrazia.
Per questi motivi, come Savona Arancione, riteniamo fondamentale ascoltare i cittadini, preoccupati per il possibile allestimento di un Hub a Legino o comunque dislocato nell’area cittadina e per le modalità con cui questo verrà gestito, esattamente come riteniamo fondamentale che tutte le forze politiche o i movimenti, in particolar modo coloro che sono stati eletti al governo cittadino, si facciano carico delle preoccupazioni delle persone tranquillizzandole e garantendo a tutti, popolazione e futuri ospiti, sicurezza e umanità.
Troviamo perciò sconcertante che il centro destra si preoccupi più di scaricare la colpa sul Governo piuttosto che spiegare tutte le azioni possibili e agire per mostrare come la città possa gestire al meglio, in maniera più che esemplare, l‘accoglienza diffusa e l’integrazione, cosa che per altro già è in atto, da alcuni anni, in tutto il comprensorio urbano”.

 

Questo il pensiero di Savona Arancione che, in merito a possibili ronde private in città, chiede alla neo Sindaca, di dissociarsi da episodi razziali di vecchio stampo.
Come cittadini troviamo infine vergognoso non condannare gli episodi, seppur isolati, di intolleranza a sfondo razziale, che si sono susseguiti in quest’ultima settimana, sicuro focolaio per isterie collettive contro il diverso.
L’Amministrazione cittadina, le associazioni e tutte le realtà religiose presenti a Savona devono obbligatoriamente sviluppare soluzioni condivise di accoglienza e ospitalità diffusa come indicato dal principio base che le accomuna, l’aiuto verso il prossimo ed i più deboli, senza ghettizzare ed isolare intere comunità, locali o in arrivo, garantendo come detto il rispetto e la sicurezza per tutti. E per fare ciò si deve lavorare con gli organi preposti a tale compito, motivo per cui ci auguriamo che la nostra sindaca si dissoci da qualsivoglia iniziativa privata, di qualunque colore politico, che intenda attuare controlli e vigilanza nei quartieri attraverso “ronde notturne” che richiamano a periodi storici tutt’altro che sereni, democratici e umanitari”.

5 COMMENTI

  1. soliti meschini preoccupatevi per tutte le famiglie italiane che non hanno più lavoro altro che mantenere profughi a spese nostre questo non e razzismo e che ora mai gli italiani sono stufi di essere spremuti sino all’osso e poi cacciati in mezzo ad una strada senza nessun aiuto da parte dello stato regione e comuni

  2. Io vivo in paese del Tigullio E vedo che su 100 badanti 99 sono extracomunitari Tra lava piatti e aiuto cuocoil 99 per cento sono di loro Non parliamo delle tate li si arriva al 100 x 100 non parliamo nella manovalanza edile Questo ci dovrebbe far pensare

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