Savignone, la campanella non suona più: scuole inadeguate in caso di terremoto

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L'aula di una scuola devastata dal terremoto: a Savignone il sindaco le chiude

GENOVA. 7 SET. Clamorosa protesta del sindaco di Savignone contro i tagli di Renzi. Il primo cittadino Antonio Bigotti ha deciso di tenere chiuse tre scuole del Comune la prossima settima, per paura di quanto successo ad Amatrice, devastata dal terremoto. Secondo il sindaco, mancano i fondi per alcuni interventi strutturali antisismici per un totale di circa un milione di euro. Fondi che Roma non ha dato a Savignone, come a tanti altri Comuni italiani.

Oggi altri sindaci italiani, come quello di Messina, hanno annunciato di chiudere le scuole. La decisione di Savignone, tuttavia, ha sollevato un vespaio di polemiche. Tra i residenti c’è chi si è schierato a favore di Bigotti e chi contro.

Rispetto alla possibilità di una denuncia per interruzione di pubblico servizio, il sindaco ha risposto che si difenderà girando la denuncia allo Stato. La decisione del sindaco riguarda due scuole elementari e una materna, per circa 200 alunni.

 

Bigotti lo scorso maggio si mise a chiedere l’elemosina sulle scalinate davanti alla Cattedrale di San lorenzo a Genova, come forma di protesta contro i tagli del Governo agli enti locali.

 

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