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Sappe: aggressione e tentato suicidio nel carcere di Sanremo

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Aggressione e tentato suicidio nel carcere di Sanremo

IMPERIA. 12 APR. Nel carcere Valle Armea a Sanremo, si è verificato un nuovo evento critico. I fatti vengono ricostruiti dal segretario nazionale per la Liguria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, Michele Lorenzo: “Ieri sera, verso le 18, un detenuto pregiudicato italiano, tossicodipendente e già protagonista di analoghi eventi critici, ha prima chiesto un cambio di cella e poi ha improvvisamente e senza alcun motivo tentato di aggredire con una lametta, che aveva nascosto in bocca, il personale di Polizia.

Tutto questo è accaduto nel tragitto che dall’infermeria va alle sezioni detentive”.

“Si tratta della 53^ aggressione dall’inizio dell’anno – dice Lorenzo – e tutto questo è inaccettabile”.


Il segretario nazionale auspica un’ispezione ministeriale al carcere di Sanremo per il continuo verificarsi di eventi critici ed evidenzia “non poche perplessità sulla gestione dell’Istituto. Da almeno due anni ho personalmente più volte scritto e ridetto alla Direzione di Sanremo che le cose così come sono non vanno. E questo favorisce un messaggio di sostanziale impunità per i responsabili di questi gravi fatti, che dovrebbero invece essere puniti in maniera esemplare”.

Donato Capece, segretario generale Sappe, ed esprime “solidarietà e apprezzamento per la professionalità, il coraggio e lo spirito di servizio dimostrati di poliziotti penitenziari di Sanremo. E’ solamente grazie ai poliziotti penitenziari, per quello che fanno ogni giorno, se le carceri reggono alle costanti criticità penitenziarie”.

Dura la critica del Sappe ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria: “In tutto questo contesto, il Capo dell’Amministrazione penitenziaria Consolo si preoccupa di cambiare taluni vocaboli ad uso interno nelle carceri e non a mettere in campo adeguate strategie per fronteggiare questi gravi eventi. La preoccupazione del DAP è che non si debba più dire cella ma camera di pernottamento, la domandina lascia il posto al modulo di richiesta, lo spesino diventa addetto alla spesa dei detenuti, non ci sarà più il detenuto lavorante ma quello lavoratore e così via”, conclude.

“Questo aiuta a capire quali evidentemente siano le priorità per il Capo dell’Amministrazione Penitenziaria. Non il fatto che contiamo ogni giorno gravi eventi critici nelle carceri italiane e liguri, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati proprio dal DAP. Che ogni 9 giorni un detenuto si uccide in cella e che ogni 24 ore ci sono in media 23 atti di autolesionismo e 3 suicidi in cella sventati dalla Penitenziaria. Non, insomma, soluzioni concrete alle aggressioni, risse, rivolte e incendi che sono all’ordine del giorno e frequentissime anche nel carcere di Valle Armea, visto anche il costante aumento dei detenuti in carcere, o all’endemica carenza di 7.000 unità nei ruoli della Polizia Penitenziaria. No. La priorità, per il Capo DAP, è la ridenominazione delle parole in uso nelle carceri…”.

Nella giornata di lunedì, ricorda il Sappe, si era verificato nel penitenziario di Valle Armea l’ennesimo tentativo di suicidio di un detenuto, salvato in tempo dagli Agenti.

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