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Sanremo celebra i Romanov con una performance esclusiva

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Sanremo celebra i Romanov con una performance esclusiva

La Città di Sanremo ha reso omaggio alla storia della famiglia imperiale dei Romanov testimone di un periodo storico che ha segnato le sorti di uno dei più vasti imperi della storia e di un intero popolo. Un’occasione significativa che coincide con il centenario dalla Rivoluzione Russa e che ribadisce il sodalizio culturale tra Riviera dei Fiori, Costa Azzurra e comunità russa. Nicola II autorizzò, infatti, la costruzione della Chiesa Ortodossa di Cristo Salvatore a Sanremo, in ricordo dei legami che sua nonna, la Zarina Maria Aleksandrovna, aveva con questo angolo di Liguria.

Lunedì sera (30 ottobre 2017), il Teatro del Casinò Municipale ha ospitato il dramma musicale “Chi avrà perseverato fino alla fine”, messo in scena dall’Associazione Internazionale “La scène Russe de France”. Il titolo evoca il versetto evangelico dell’apostolo Matteo, che ben si ricollega alla travagliata vita vissuta dall’imperatore Nicola II e dalla sua famiglia. L’evento è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Sanremo, il Casinò di Sanremo, il Consolato Generale della Federazione Russa a Genova, rappresentato dal Console Anna Bulatova, e la Chiesa Russa di Sanremo, rappresentata da Padre Denis Baikov.

La storia dei Romanov è stata un susseguirsi di momenti felici e di eventi tragici che hanno coinvolto l’intera nazione russa. Il matrimonio tra Nicola II e Alix, la nascita delle quattro figlie (Olga, Tatiana, Maria e Anastasia), l’attesa nascita del figlio maschio, Aleksej, e la scoperta della sua terribile malattia (emofilia), la disperata chiamata a corte dell’eccentrico monaco Rasputin, il suo assassinio, i massacri del popolo russo, i complotti di corte che porteranno alla destituzione della famiglia imperiale, alla loro deportazione a Ekaterinburg e alla loro barbara uccisione. Sentimenti di pathos, euforia, romanticismo, nostalgia, dramma, disperazione ben interpretati dalla regista e protagonista, Olga Malikova, e valorizzati da un’efficace coreografia e da un’interessante testimonianza fotografica storica dei Romanov, ad incorniciare ogni scena.


Particolarmente suggestiva l’atmosfera musicale ricreata “a cappella” dai maestri ed attori: Saveliy Andreev (tenore), Andrew Timoshevsky (tenore), Peter Zakharov (baritono) e Alexander Bashkatov (basso) che hanno dimostrato talento e creatività artistica.

Una rappresentazione originale e inedita, non a caso costituita da diciassette momenti scenici “ad effetto matrioska” che sono culminati fatalmente nella tragica fine con un messaggio finale di speranza e di pace, quanto mai attuale. Un messaggio che vuole così contrastare ogni forma di violenza e di terrorismo che minaccia la civiltà e la cultura dell’uomo. Ricorda alla platea russo-franco-italiana la stessa regista Malikova al termine della serata.

Maurizio Abbati

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