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Sanità e migranti, a Carcare residenti preoccupati: 50 africani accanto all’asilo nido

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Lo striscione di CasaPOund a Carcare: residenti preoccupati

SAVONA. 29 GIU. “Non si gioca con la salute dei bambini”. E’ il messaggio dello striscione apposto dai militanti di CasaPound Liguria per protestare contro il paventato trasferimento di circa cinquanta migranti all’interno di dodici appartamenti adiacenti ad un asilo nido di Carcare.

“Da diverso tempo – spiega CasaPound – i cittadini carcaresi sono preoccupati a causa di un’ordinanza legata al trasferimento da parte di una cosiddetta cooperativa sociale di una cinquantina di presunti ‘profughi’. Come dimostrato da numerosi fatti di cronaca, purtroppo transitano sul nostro territorio nazionale numerosi cittadini extracomunitari provenienti da paesi africani ed asiatici privi di documentazione sanitaria certificante l’assenza di malattie infettive, quali ad esempio scabbia e tubercolosi.

La nostra preoccupazione, quindi, è legata alla scelta della Prefettura di affidare ad una cooperativa sociale il trasferimento di questi ‘migranti’ presso dodici alloggi situati sopra la Galleria Commerciale di Carcare adiacente ad un asilo nido infantile, struttura frequentata da minori potenzialmente più a rischio dal punto di vista sanitario.


Vogliamo inoltre segnalare lo stato di degrado e di pericolosità di alcune aree riservate ai bambini, come il ritrovamento di siringhe nei giardini adiacenti alla scuola elementare ed il continuo danneggiamento del parco giochi davanti al Comune con la presenza di pericolosi cocci di bottiglia. Tutti elementi di degrado ignorati dall’amministrazione comunale nonostante le numerose segnalazioni, ma non da CasaPound, sempre dalla parte degli italiani, ora come non mai dimenticati dalla politica nazionale e locale”.

 

28 COMMENTI

  1. Ma chi vota Partito Democratico si rende almeno conto di come questi politici di governo PD stanno rovinando l’Italia? Ma con quale coraggio li votate ancora? Oltre a rubarci il futuro, questi del Partito Democratico ci stanno rubando anche le certezze!! Fra poco non saremo neanche più padroni a casa nostra grazie a loro per l’importazione di fancazzisti solo per il guadagno di denaro!!!
    Ma Dio esiste?

    • Io ci credo che Dio esiste !
      E proprio perché ci credo, ricordo spesso a me stessa che siamo tutti figli di Caino.
      Se è vero quanto sopra …. cosa si può prendere ???
      A me il ragionamento …. mi torna

  2. Certo ste splendide risorse non portano nessuna malattia infettiva. …certo sicuro. ..il fatto abbiano ORDINATO 12 vaccinazioni 12. ..unica nazione al mondo è solo una bizzarra coincidenza. …ma governanti. ..pensate davvero che siamo SCEMI?

  3. Signora Cristina Ratti conoaco e mi occupo da oltre vent’anni del tema, sia sul campo (i primi richoedenti asilo, iraniani, li ho seguiti per mesi ed accompagnati in commissione vent’anni fa) sia a livelli piu’ formali (l’ultimo corso di formazione anche su queste tematiche tenuto presso un Dipartimento della Presidenza del consiglio dei ministri e’ terminato un mese fa ero uno dei venti corsisti e successivamente formatori). Liguria Notizie non e’ una fonte medica ne’ riporta dati scientifici ed ha una linea editoriale ben visibile su questo tema.

  4. Cristina Ratti, Luca Salvo, Alain Barbano: In Italia, per i nuovi arrivati, non sussiste neanche l’obbligo di certificazione sanitaria attestante l’assenza di malattie infettive. Tuttavia, aldilà della disinformazione da parte degli uni o degli altri, i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) spiegano, in modo deontologicamente e scientificamente corretto, che alcuni Paesi africani ed asiatici sono più a rischio, rispetto all’Italia, per quanto riguarda talune malattie infettive. E’ un dato di fatto indubitabile. Pertanto, è evidente che sia più facile che una parte di migranti, provenienti da tali Paesi, possano contagiare gli altri. Il primo screening sanitario per quelli che sbarcano in Italia non prevede un periodo di quarantena indistintamente per tutti (come ad esempio avveniva per i nostri emigranti ad Ellis Island) né altri esami più approfonditi e completi che invece, ancora oggi, sono obbligatori per chi decide di emigrare in altri Paesi Occidentali come USA, Canada, Australia. Si parla infatti di una prima valutazione clinica e di una semplice sorveglianza sindromica. In altre parole, se un paziente è asintomatico,o la malattia è in incubazione o non dice al medico, durante il colloquio di anamnesi, che è malato o che ha avuto una patologia, non c’è affatto la sicurezza che sia completamente sano. Di più. Se uno è malato e lo dice, ma si rifiuta di farsi curare, in Italia nessuno può obbligarlo a farsi curare. Senza contare che alcuni stranieri non si sottopongono neanche ad un primo screening sanitario perché scappano o preferiscono rimanere in Italia continuando a vivere in clandestinità senza problemi perché tanto non verranno mai rimpatriati. In ultimo, vorrei ricordare che in alcuni Paesi UE, come in Austria, per gli immigrati è obbligatorio il certificato sanitario e farsi curare nelle strutture pubbliche (utilizzate anche da qualsiasi austriaco) in caso di talune malattie infettive. Chi non lo fa viene punito penalmente oppure preso, isolato e coattivamente allontanato dal territorio nazionale. Ribadisco, da noi no. http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_newsAree_1478_listaFile_itemName_1_file.pdf

  5. Luca Salvo: Su questo tema è “ben visibile” anche la linea editoriale di altre testate diffuse in Liguria come quelle di Repubblica, SecoloXIX, Stampa, che guarda caso appartengono al gruppo controllato dall’editore-imprenditore di sinistra Carlo De Benedetti.

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