Home Cultura Cultura Genova

“SAN FRUTTUOSO ALLA SPECCHIO”, FINO AL 12 GENNAIO MOSTRA ICONOGRAFICA SU ABBAZIA E BORGO NEL MONASTERO BENEDETTINO

0
CONDIVIDI

sanfruttuosolnGENOVA 3 NOV. Sono passati trent’anni da quando Frank e Orietta Pogson Doria Pamphilj donarono l’Abbazia di San Fruttuoso di Portofino al Fai, il Fondo per l’Ambiente Italiano, sodalizio che dal 1975 opera quotidianamente per mantenere, salvaguardare, custodire, valorizzare e rendere fruibile al pubblico, in giornate dedicate. il patrimonio artistico e paesaggistico del “Bel Paese” e per sensibilizzare le istituzioni, i privati e la collettività tutta alla sua tutela.

Con l’obbiettivo di mantenere “vivo” anche durante la stagione invernale questo bene ligure di Levante, davvero unico e affascinante anche per la locazione raggiungibile solo a piedi o via mare. dove l’opera dell’uomo si è integrata felicemente con la splendida natura tipicamente mediterranea del luogo, da venerdi scorso 1° novembre fino a domenica 12 gennaio 2014, gli spazi dell’Abbazia ospiteranno una mostra dal titolo “San Fruttuoso allo specchio” che è dedicata interamente al Monastero benedettino e al borgo in cui è incastonato come un gioiello prezioso.sanfruttuosoa

L’esposizione, promossa dal Fai stesso, dall’Ente Parco Monte di Portofino e dall’Associazione Culturale “Echi di Liguria”, in collaborazione con il “Lab Ter Portofino” e l’Area Marina Protetta di Portofino e con il Patrocinio del Comune di Camogli, è stata resa possibile grazie al paziente e attento lavoro del curatore Alberto Girani che vanta oltre trent’anni di esperienza sul “campo” e che oggi è il Direttore del Parco di Portofino.


Ai visitatori viene proposta un’approfondita lettura critica dell’iconografia dell’Abbazia e del Borgo di San Fruttuoso, dai pittori che operarono a cavallo tra Ottocento e Novecento, alle prime carte storiche, dalle immagini di viaggio dei primi del Novecento, alle fotografie scattate ai nostri giorni. Nel corso dei secoli, infatti, l’immagine di San Fruttuoso è mutata a seconda delle esigenze di comunicazione: se la cartografia storica individuava i presìdi sul territorio, quali mulini e fortificazioni, i pittori liguri tra Ottocento e Novecento regalarono le prime “immagini” dell’Abbazia e del borgo, immortalate in seguito da alcuni famosi fotografi di viaggio stranieri nei primi del Novecento e dalle cartoline storiche, strumenti utilizzati per “esportare” la bellezza delle località turistiche che ancora oggi sopravvivono.sanfruttuosocln

Le immagini utilizzate per realizzare manifesti, copertine, libri, riviste, supporti multimediali e mostre diventano, tramite questa iniziativa, una proposta culturale che valorizza il territorio, anche attraverso il lavoro degli Enti che operano da anni sul Promontorio di Portofino.

Marcello Di Meglio

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here