Samp-Palermo, Giampaolo “Giocheremo in modo propositivo”

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Giampaolo

GENOVA 1 OTT.  Dopo il settembre nero, Marco Giampaolo cerca di invertire il trend fin dalla prima giornata di ottobre. La sua Sampdoria proverà a compiere la missione-vittoria a modo proprio, come ci ha abituato con il suo spumeggiante calcio estivo. «La squadra ha sempre avuto un modo coerente di pensare – comincia il mister -, tutte le partite sono state combattute. L’atteggiamento? Deve essere sempre propositivo, perché giocando in maniera rinunciataria si perdono possibilità di vincere le partite. Non siamo mai usciti bastonati per il modo di giocare, ma magari sì, abbattuti nel morale e nel risultato».

Avversari. «Noi giochiamo ogni partita in quindici: quattordici calciatori e il nostro pubblico», dice l’allenatore blucerchiato, sottolineando il mai fiacco supporto dei tifosi. Domenica, con la Sud pronta a dare il suo meglio, Marassi darà una bella spinta in una gara a suo modo importantissima. «Mi aspetto una partita difficile – continua -, ma di facili non ne esistono. Non ci sono grandissime differenze tra il Palermo e quel gruppo di squadre che lotterà per la salvezza. La differenza la fanno la Juventus e poche altre. Pensiamo, per esempio, che proprio i bianconeri al “Barbera” hanno fatto fatica: hanno vinto ma non agilmente».

Struttura. I tabellini sono frutto del campo, anche se a volte possono essere beffardi. «Da quando sono qui, non ho sprecato manco mezzo allenamento – va avanti Giampaolo -. La squadra ha sempre lavorato con grande intensità. Non mi aspetto tappeti di rose dopo quattro sconfitte, ma abbiamo faticato duramente anche questa settimana. Si studiano ogni giorno strategie su cui puntare per vincere, perché l’improvvisazione non serve a nulla. Però, se diciamo che la Samp è una squadra giovane bisogna essere coerenti e sapere che ci vuole la struttura per supportare questi ragazzi. Chi sbaglia crescerà negli errori. Ogni partita gli darà la capacità di leggere meglio le partite in futuro».

 

Possibilità. Visti alcuni rientri, ci si aspetta qualche novità in termini di formazione. «Ritroviamo Sala e Barreto – spiega -, poi c’è un Alvarez con una partita in più. Lui è un giocatore consolidato, importante per qualità e temperamento nello spogliatoio. Praet? È in via di consolidamento, ha qualità e ci darà una mano. Ogni partita ne chiamo 23, undici giocano e tre subentrano. Quello che dico ai ragazzi è che se pensassi di giocare sempre con undici sarei morto. Per questo è importante avere tante possibilità anche in panchina, con giocatori dalle caratteristiche diverse»

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