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SAMP, MIHAJLOVIC TIENE A BADA L’EUFORIA “DOBBIAMO RIMANERE UMILI”

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mihajlovicGENOVA 26 OTT. Sinisa Mihajlovic rincorre la storia. Che sia un appasionato della materia è risaputo, e mal celato dal suo gusto piccante per la citazione ricercata, ma il fatto che possa fare la storia della Sampdoria nell’arco di sette giorni, beh, questa è tutt’altra faccenda. Con il pari di oggi, infatti, il tecnico serbo allunga ad otto i risultati utili in Serie A dall’inizio di questa stagione: una striscia del genere non si verificava dal campionato 1990/1991, quando la Samp – che a maggio avrebbe conquistato il tricolore – ne mise in fila addirittura nove, cadendo poi alla decima giornata. «Sono molto soddisfatto di quanto fatto vedere dai ragazzi in questa partita – commenta il tecnico di fronte alle telecamere -, tutti si sono impegnati al massimo. Devo ringraziare i miei giocatori per quanto fatto in settimana e questa sera, meritano un plauso. C’è grande entusiasmo da parte di ogni componente: il presidente e i tifosi sono euforici. E va benissimo, purché si resti sempre con i piedi per terra: ricordiamoci di non perdere l’umiltà. Se giochiamo da Samp possiamo batter chiunque».

Rango. A guardare il calendario con un occhio e la classifica con l’altro, pare chiaro che la Roma sia il primo avversario di grosso calibro che la Samp si è trovato ad affrontare. «Questo pareggio – spiega Sinisa ai media – significa per noi un passo avanti, sia sul piano caratteriale che mentale. Stiamo parlando di un avversario davvero forte. Sapevamo però, avendoli studiati a fondo, che potevamo metterli in difficoltà con il pressing alto. E lavorando tanto in quel senso, abbiamo anche sfiorato la vittoria; che avremmo anche potuto meritare per il numero di occasioni avute nella ripresa».

Altrimenti. Si, però Romero… «Romero è stato formidabile su Florenzi – dice l’allenatore doriano -, è stato davvero bravo. Ma è per il resto abbiamo rischiato molto poco, e mi ricordo una sola azione degna di nota della Roma nel primo tempo: quando Gervinho ha preso il palo. Ma in quella circostanza Gastaldello è scivolato, altrimenti non sarebbe andata così». C’è poi anche un capitolo attaccanti da approfondire: «Le punte fanno un lavoro preziosissimo – analizza tatticamente -, offrono una grande copertura, e è anche merito loro se prendiamo così pochi gol».

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