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SAMP, MAXI BENEFICO: LA MAGLIA NUMERO 7 DI LOPEZ NEL DERBY ALL’ASTA PER IL GASLINI

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Il blucerchiato Maxi Lopez, di nuovo in campo dopo due stop per squalifica

 

Il blucerchiato Maxi Lopez, di nuovo in campo dopo due stop per squalifica

GENOVA 13 FEB. Il campione è quello che lascia i problemi a casa, magari in una stanza. Chiude la porta e corre al campo di allenamento. Il campione si fa scivolare addosso un brutto periodo e, per farlo, si allena ancora più intensamente perché sa che ai suoi tifosi interessa il campo. L’impegno, la fatica, il sudore. L’entusiasmo del bambino che corre dietro al pallone e la professionalità di un uomo che ha vestito le maglie delle squadre più importanti del mondo.


Un campione non arriva a caso al River Plate, al Barcellona, al Gremio, al Milan. Un campione si rimette in discussione in Sicilia, scommettendo su se stesso e vincendo la scommessa con l’umiltà di chi accetta le sfide. Mihajilovic lo sa, lo conosce, lo stima. Il serbo è un tipo per il quale ha sempre parlato il campo. Niente gossip, niente chiacchiere, nessuna scusa. Sinisa conosce Maxi López e sa quello che può dare. «Te la senti di ripartire da qui?». «Perché no mister, questa è casa mia». Genova come Buenos Aires, per uno che ha girato il mondo è semplice ambientarsi.
Ma Genova è diversa. I vicoli, il fervore commerciale, turistico e artistico, il carattere della gente, tutto gli ricorda la sua città natia. Ritorna a Genova un paio di giorni prima del derby della Lanterna con la promessa di ringraziare il mister e i tifosi per la stima e per l’affetto. Bastano 24 minuti. Maxi spalle alla porta si libera di Burdisso e chiede l’uno due a Eder. Servito. Ora davanti a se c’è Perin e un milione di pensieri.

La panchina a Catania, le malelingue, le bugie, la sofferenza – discreta e silenziosa, mai urlata – per le faccende private. Faccende diventate di dominio pubblico, e che sarebbero dovute restare in famiglia. Il pallone pesa come un macigno, nel suo destro secco, un po’ sporco, tutta la rabbia, la voglia di ritornare ad abbracciare i tifosi. Quelli che lo hanno aspettato, che non l’hanno giudicato, che hanno parlato di Maxi solo per le prodezze fatte in campo. Calcia Maxi, calcia, la Gradinata Sud è gia in piedi.

Con le braccia tese verso il cielo. Un cielo sempre più blu. Perin si protende in tuffo sulla sua destra, come in un film dove il portiere è solo un coprotagonista, e nulla può impedire all’eroe di riprendersi la scena. L’eroe si chiama Maxi López e non c’è bisogno di aspettare che il pallone entri in rete. In quel suo destro di prima intenzione c’è già il tripudio. Il pallone rotola, la rete si gonfia, Maxi corre all’impazzata verso i suoi tifosi, gli indica il campo, quel campo, quella parte di stadio. Io sono uno di voi, io voglio stare qui. Gli indici sono ben puntati sul campo. È la rete decisiva del derby della Lanterna. Lo decide il protagonista più atteso, quello che donerà al Gaslini la propria maglia indossata al momento del gol. Un cimelio storico. Anzi, un cimelio Maxi che farà la storia per tutti i tifosi della Sampdoria e gli appassionati di calcio.

Su Etwoo trovate per l’appunto la numero 7 indossata lunedì sera e autografata dall’attaccante argentino in persona. Il ricavato dell’asta sarà devoluto – nell’ambito del progetto benefico dell’U.C. Sampdoria 2013/14 – al reparto di Anestesia e Rianimazione neonatale e pediatrica dell’Istituto Gaslini di Genova. Per effettuare un’offerta clicca il seguente link www.etwoo.it/item.php?id=246.

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