Samp, Ferrero “Che Felicità il mio Doria”

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ferreroGENOVA 19 NOV.  «La Sampdoria è la mia gloria». Più chiaro di così non poteva essere il presidente Massimo Ferrero, intervenuto nel pomeriggio a Radio Kiss Kiss per parlare del libro Una vita al Massimo scritto insieme al giornalista Alessandro Alciato, che verrà presentato alle ore 18.30 nella Piazza Cartabianca del Centro Commerciale “La Cartiera” di Pompei.

Montella. «Montella? Non l’ho convinto io, l’ha convinto Massimo il Genuino, – rivela con soddisfazione il presidente -. La tenacia e l’onestà alla fine vincono sempre. Mi ritengo fortunato, sono un ragazzo della strada, un presidente della gente. Il mondo non gira esclusivamente attorno ai soldi, c’è anche un mondo d’amore».

Azzurri. «Nell’Italia di Conte c’erano tre giocatori della Samp e diversi che nel recente passato hanno fatto parte della nostra squadra – sottolinea Ferrero -. Sono contento, vuol dire che stiamo lavorando bene e che il c.t. sceglie i migliori, senza lasciarsi condizionare dalla maglia che indossano».

 

Mercato. Poi il discorso scivola sul mercato: «Lo scorso anno ero un neofita del calcio, un presidente inesperto, e a gennaio fui costretto a cedere Gabbiadini al Napoli anche perché Manolo non era totalmente un calciatore della Samp, ma a metà con la Juventus. Come mai Soriano non è andato al Napoli? De Laurentiis è un uomo di spessore, se vuole un calciatore lo prende e in estate evidentemente non l’ha voluto, altrimenti i documenti non sarebbero arrivati dopo gli orari stabiliti, ha fatto una sceneggiata napoletana. Nel mercato di gennaio non penso alle cessioni».

Sicurezza. «Come garantire la sicurezza dopo i fatti di Parigi? Diamo un calcio alle brutalità – risponde in conclusione Ferrero -, lottiamo per un mondo migliore. La sicurezza bisogna garantirla prima che accadano certe tragedie, non dopo. Vorrei che tutti potessero dormire con la porta di casa aperta: diamo un calcio al terrorismo e diamo un bacio all’altruismo».

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