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SAMP, DELIO ROSSI “GIOCHIAMO CON IL CUORE MA CON SANGUE FREDDO”

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delio rossi

rossi-delioGENOVA 05 OTT. «La partita è di una difficoltà estrema e il rischio è quello di giocare con i patemi. Non vorrei che si esasperasse troppo questo appuntamento, anche perché dopo ce ne sono altre 31. Ecco perché ci vorranno testa fredda e cuore molto caldo».

Delio Rossi la sfida con il Torino la inquadra così, con la necessità di fare quadrato e l’esigenza di cambiare presto l’andazzo di risultati negativi delle ultime giornate. «Capita spesso di invertire un trend, basta poco per farlo ma quel poco bisogna ricercarlo – prosegue il mister in conferenza stampa a Bogliasco -. Pensiamo alla stagione scorsa, con la Juve sembravi spacciato: in dieci, perdevamo 1-0, ma abbiamo tenuto botta e si è innescato qualcosa di virtuoso. Ma quel qualcosa va cercato, non è che ci capita».

I granata di Ventura non sembrano il miglior cliente.
«Il Torino ha il suo modo di giocare, fanno girare palla, ti aspettano, lasceranno pochi spazi. Penso possa fare un buon campionato. Ci vorrà la miglior Samp, quella che fino a questo momento non si è ancora vista».

In momenti come questo dove si trova la forza per reagire?

«La forza dobbiamo trovarla dal di dentro, nella fiducia dei compagni, dell’allenatore. È normale che non ci sia allegria dopo le sconfitte. Dobbiamo togliere i fronzoli e i narcisismi, sapendo che incupirsi e buttarsi giù non risolve i problemi».

La gente doriana sta provando a darvi una mano.

«Sono in difetto nei confronti dei tifosi. So che ci tengono, sanno che il momento è delicato e stanno soffrendo quanto noi. Fa piacere che ci siano e questa vicinanza dimostra l’attaccamento di questa gente».


Passando agli aspetti tattici, sta pensando di adottare un altro modulo?
«L’allenatore ha il dovere di trovare altre strade percorribili, soprattutto se vede un certo appiattimento. Non mi sembra il caso di sbattere la testa contro il muro. Il 4-4-2 ha senso se gli altri giocano con tre punte, altrimenti non lo ha. Devi trovare una quadratura che coinvolga più giocatori possibili, tenendo conto dei sostituti e delle situazioni che si possono creare per via di infortuni e squalifiche».

Esiste la possibilità di schierare una sorta di tridente per pungere di più in attacco?
«Non ho mai pensato che vincano i moduli, nel calcio vince l’interpretazione. Squadre fortissime giocano con una punta e vincono sempre segnando tanto mentre squadre debolissime giocano con quattro punte e non fanno gol. È sempre l’atteggiamento che conta».

Eder e Gabbiadini come stanno? Maresca potrebbe rientrare nelle scelte?

«Per Eder vediamo in questi ultimi due allenamenti: è una freccia in più, l’importante è che stia bene. Gabbiadini sta bene, ha preso una botta, ci sta. Maresca fa parte del gruppo come 30 sui compagni, potrebbe essere convocato per la prima volta».

Pozzi potrebbe partire dall’inizio e Palombo tornare in difesa?

«Pozzi è legato a questa maglia, ha entusiasmo, esperienza. Ci può dare una mano, vedremo se farà parte dell’undici titolare. Anche di Angelo conosciamo l’attaccamento e l’esperienza, a lui basta giocare».

Potrebbe accettare il pareggio?
«Non ho mai pensato di andare in campo per pareggiare. Dobbiamo giocare per vincere anche con il rischio di perdere».

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