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SAMP, DELIO ROSSI “BENE IL PARI MA DOBBIAMO MIGLIORARE ANCORA”

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delio rossi

rossi-delioGENOVA 07 OTT. Tutto, o quasi, ruota attorno a quei centesimi di secondo che hanno diviso la Sampdoria dal 2-0. Già, perché i blucerchiati, a cui il fischio di Gervasoni ha negato la gioia della seconda rete, con il doppio vantaggio in tasca già al rientro negli spogliatoi, avrebbero potuto affrontare la ripresa in un altro modo. Un fattaccio che Delio Rossi commenta prendendolo alla larga: «Io ho passato la fine del primo tempo a calmare i giocatori: non è facile. C’è una tattica di principio ed una di sviluppo: entrambe stavano pagando con il terzetto davanti, ma gli attaccanti erano stanchi ed Eder aveva solo 15 minuti, per cui ci siamo dovuti arrangiare. Stavamo giocando bene, e ci saremmo meritati il 2-0, anche se non voglio entrare troppo nello specifico dell’episodio. Nel secondo tempo poi loro giocando a tre ci hanno però creato dei problemi».

«Fare l’arbitro è molto difficile – dice il mister rispondendo alle insistenti domande della stampa sull’episodio incriminato -, ma devi applicare il regolamento. Eravamo nel recupero, e c’è stato un fallo con ammonizione, con più di qualche secondo per sistemare la barriera, magari il recupero sarebbe stato da allungare. E se qualcuno l’avesse presa di mano in barriera avrebbe fatto calciare il rigore o no?». «Dalla panchina il nostro mi sembrava rigore – rivela cambiando discorso -, ma magari se me lo avessero dato contro mi sarei arrabbiato. Comunque sia, quando devi fare punti, casi come questi influiscono sulla condizione psicologica della squadra».

Se esiste una cura a livello mentale? Rossi la pensa così: «Devi affidarti al lavoro, non c’è bisogno di terapeuti, santoni o maghi, anche se noi non siamo ancora una squadra in grado di gestire queste situazioni. E lo abbiamo dimostrato. La soluzione è nel mercato? Parlarne ora è sciocco: noi dobbiamo vivere in funzione di quello che succede ogni domenica, non di quello che capita a giugno o gennaio. I ragazzi, pur con qualche limite, possono fare meglio, e sta a me trovare l’alchimia giusta».


. «Gabbiadini giù di tono? Ha un problemino al polpaccio – svela il tecnico blucerchiato ai microfoni -. Mi ha chiesto pure il cambio ma non avevo sostituti adatti. Poi il diavolo ci ha messo il coperchio – dice in riferimento al momentaneo pari di Immobile -, e così ho dovuto rivedere delle scelte che volevo fare. Se giochi con due punte e una mezza punta devi avere delle alternative».

«Uno non cambia perché ha il gusto di cambiare o deve inventarsi qualcosa – conclude Delio – cambia il base alla risultanza delle partite. E noi subivamo poco ma eravamo piatti. D’accordo con i giocatori abbiamo allora deciso di cambiare. E così anche nel corso della partita: noi siamo passati a quattro contro le tre punte, ma davanti siamo calati e siamo stati costretti ad andarci a prender la palla molto più indietro».

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