Samp, Cassano “Voglio Chiudere la Carriera Qui”

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Antonio Cassano
Antonio Cassano
Antonio Cassano

GENOVA 19 GEN.  Se vuoi raccontare chi è Antonio Cassano devi partire dai suoi errori. Già, perché solo così ti potrai renderti conto di quanta fantasia sia stata travasata in due soli scarpini. E anche di quanta di questa qualità sia stata versata irrimediabilmente negli anni. Chissà dove sarebbe potuto finireFantantonio nella mensola della storia del calcio, se solo il suo chip della disciplina non fosse stato difettoso. Ma forse è grazie a quello che ce lo siamo goduto e coccolato per anni qui, lontano dai titoli di testa. Il merito è stato dei suoi errori. Sì, sembra pazzesco, ma siamo in qualche modo in debito con le sue imperfezioni e il suo carattere tutto spigoli.

Sfaticato. «Quella del 2008 con il Torino è stata la mia più grande cassanata – racconta Peter Pan aTiki Taka, in collegamento dal salotto di casa -. Il Real si prese paura dopo quella sceneggiata e quando Marotta andò a trattare mi lasciarono qui, dove ho trovato mia moglie e dove sono nati i miei figli. Il massimo della vita». Senza quella sfuriata, il suo periodo in blucerchiato sarebbe durato assai di meno, ma magari il suo palmarés ne avrebbe beneficiato. «Diciamo che mi sono rovinato da solo – si apre -. Sono sempre stato uno sfaticato, che non ha mai fatto niente per rendere al meglio. Ma sono contento così. E sono felice. Sto bene a Genova e voglio chiudere la carriera qui».

Scudetto. Da intenditore di calcio, una valutazione sulla Serie A ci vuole. «Chi arriva primo in campionato? Spero l’Inter – auspica Antonio, da nerazzurro qual è -, ma ho un amico a Napoli come Insigne e, se non fosse per l’Inter, mi auguro che possa vincerlo lui, perché è l’italiano più forte che c’è. Allegri? Lo conosco bene: è una persona fantastica, uno dei migliori tecnici al mondo. La Juventus ha perso tanto rispetto all’anno scorso, ma ha fatto un grande lavoro. I bianconeri sono ancora  i candidati principali per lo Scudetto». «Dopo Samp-Juve con Buffon ci siamo abbracciati – dice su Italia 1 -, poi abbiamo parlato: ci eravamo scambiati la maglia all’intervallo e lui mi ha detto di non farlo più, visto che poi gli faccio sempre gol. Litigi al Mondiale? Se qualcuno mi porta le prove sono pronto a pagare. Non ho fatto niente e non ho problemi». Infine, quesito e soluzione sui bomber del momento. «Dybala o Higuaín? Higuaín – replica secco -, è il più forte centravanti al mondo insieme a Suarez».

 

Inter. Se per le prime della classe sono gli attaccanti a parlare, c’è un portiere a fare il ruolo di terzo incomodo. «Handanovic è uno dei più forti – racconta riferendosi all’ex compagno -. Lui, la difesa e l’allenatore sono i punti fermi dell’Inter. Stanno facendo la differenza, non mi aspettavo fossero lassù. Devono trovare uno che giochi per Icardi: mi piace tanto, ma ora gli danno una palla ogni tre domeniche. Lavezzi? È un esterno, come Perisic, Ljajic e Biabiany; piuttosto servirebbe uno come Cassano alle spalle, magari quello di quattro o cinque anni fa. Comunque Mancini sta facendo tutto per far rendere la squadra al massimo».

Montella. Altro argomento di attualità, questa volta però non tra i più simpatici: l’ultimo k.o. della Samp. «Abbiamo perso 2-1 su un campo ghiacciato – ricorda il numero 99 -, potevamo vincere ma ci siamo complicati la vita con un atteggiamento sbagliato. Il Carpi correva e menava: ha meritato di vincere. Ora cercheremo di vendere cara la pelle con il Napoli. Differenze tra Montella e Zenga? Come vedere giocare a calcio me o Pardo. Quale sarebbe l’allenatore perfetto per me? Se trovo uno rigido non mi va bene, se trovo uno molle mi addormento. Non mi va bene niente, l’ho capito a 33 anni».

Azzurro. Tra sogno e realtà, la Nazionale. «Io in azzurro? C’è una possibilità su un miliardo – setaccia col pensiero le percentuali – e me la voglio giocare, perché Conte non chiude la porta a nessuno. Ho cambiato atteggiamento anche durante gli allenamenti, ci voglio provare e se non ce la farò sosterrò da fuori l’Italia agli Europei». Un’Italia senza Insigne, Cassano proprio non la riesce immaginare, e forse è anche perché di talenti fatti in casa non se ne vedono poi tanti. «Il problema sta nei nostri vivai – punta il dito -, perché non c’è programmazione. Qui si ha paura di bruciare i giovani; in Germania, in Francia o in Spagna è diverso».

No look. Momento amarcord: con chi vorrebbe rigiocare Fantantonio? «Con Pirlo – risponde -, perché ogni volta ti metteva la palla dove volevi. Sono stato fortunato ad aver giocato con lui. Totti? Avevo un giocatore accanto a me imbarazzante da quanto era forte. Francesco può fare ancora la differenza in questa Serie A. Mi ha insegnato tanto, anche quei fantastici passaggi senza guardare. Tornando su Higuaín, invece: è formidabile tecnicamente, ma non solo. Un confronto con Cavani? Lui faceva solo gol, el Pipita è un’altra cosa: non c’è paragone. Pogba in panchina? Il turnover vale per tutti, a parte per gente come Messi, Neymar, Suarez o lo stesso Higuaín».

Roma. Qualche annotazione varia, a partire da un quiz di mercato. «Chi preferisco tra Heurtaux, Ranocchia e Diakité? Ranocchia – taglia corto -. Dove può arrivare il Milan? Sesto. Ha buoni giocatori, ma è molto meno forte di chi è davanti. Cambio in panchina nella Roma convincente? Non lo so. Garcia aveva lavorato bene per due anni, lo hanno massacrato senza colpa. È un bravo allenatore e una persona per bene, ha pagato per responsabilità non sue, come capita spesso in Italia». Roba insolita, ma qualcuno in giallorosso ha persino fatto mea culpa in queste ore. «Sono contento che Castan sia tornato e stia bene – premette riferendosi al messaggio sui social del brasiliano -. Si possono fare errori ma l’importante è vivere la vita con serenità. Gli faccio un grande in bocca al lupo».

Coppie. Poi, un gioco, quello delle coppie: chi meglio dei due? Uno dopo l’altro Antonio vuota il sacco: «Federer o Nadal? Sua maestà Roger, lo seguo sempre. Ferrero o Garrone? A Ferrero voglio bene, ma Garrone è il mio presidente. Rimarrà per sempre nel mio cuore, gli ho voluto un bene immenso e ciò che ho fatto a lui è l’unica cosa che non rifarei in vita mia. Messi o Ronaldo? Messi, ho dato il suo nome a mio figlio… Rossi o Lorenzo? Valentino. Banfi o Zalone? Checco: come fai a non ridere guardandolo? Ronaldo o Totti? Ronaldo il più forte ma a livello di gioco, come compagno, Francesco un gradino sopra a tutti gli altri. Hunziker o Belen? Tutta la vita mia moglie, altrimenti dormo nella casetta fuori con meno due gradi. Capello o Fascetti? Due persone molto importanti: uno mi ha fatto esordire, l’altro mi ha dato tanto, anche quando sono stato male. Insomma, tutti e due. Burrata o gorgonzola? Gorgonzola, con la polenta è la fine del mondo».

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