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SAMP, BERGESSIO SI PRESENTA “RIPAGHERO’ L’AFFETTO DEI TIFOSI”

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bergessio_samp_aeroportoGENOVA 2 AGO. Un benvenuto da star, una presentazione decisamente più tradizionale. Negli occhi di Gonzalo Bergessio restano i duecento e passa tifosi che sono rimasti ad aspettarlo per oltre due ore all’Aeroporto “Cristoforo Colombo”. «È stato bellissimo per me – racconta l’attaccante argentino nella conferenza stampa di presentazione -. Ringrazio tanto la tifoseria e tutti quelli che mi hanno regalato questa accoglienza. Non me la sarei mai immaginata. È stata una sorpresa e adesso mi aspetto di fare molto bene e il massimo per questa maglia».

Maglia numero 18. Perché?

«Il numero mi piace, ho giocato una partita con l’Argentina con il 18 e per un periodo anche a Catania».

A proposito di numeri. Obiettivo doppia cifra?
«Non mi piace parlare di numeri ma sarebbe importante arrivare in doppia cifra. Cercherò di impegnarmi, di fare come in tutta la mia carriera e se poi vengono soddisfazioni personali tanto meglio. Mi piace lavorare per la squadra, fare tanti punti e arrivare all’obiettivo il prima possibile».

Perché la Sampdoria?
«Il presidente mi ha dato fiducia, mi aspetto di poter ripagare tutto lo sforzo che hanno fatto per portarmi alla Sampdoria. Penso sia una grande società e una squadra forte, il mister mi ha voluto, pure Ferrero mi voleva fortemente. Nonostante le altre trattative, ho voluto a mia volta venire qui perché mi sono sentito desiderato, amato. Uno sceglie dove vuole andare».


Come stai sul piano fisico?
«Sono un po’ indietro rispetto ai ragazzi che hanno fatto la fatto preparazione qui. Io mi sono allenato con il mio prof., ho lavorato qualche settimana a Catania e penso di inserirmi presto. Il mister mi ha chiesto come stavo, avremo modo di parlare. Per il modulo nessun problema: mi sono abituato e conosco bene questa posizione di attaccante centrale».

Il tuo amico Maxi ha deciso l’ultimo derby. Sogni di emularlo?
«Ho visto quella partita, speriamo di vincere la prossima. È importante per la tifoseria e per noi. Il Genoa poi mi porta bene: a loro ho sempre segnato e spero di continuare così».

Argentina e Sampdoria, un legame particolare.
«Lo so, sono passati tanti grandi giocatori da qui e spero di fare il mio».

Soprannomi? Quali preferisci?
«In Argentina gli amici mi chiamano Lavandina, che significa candeggina, perché da piccolo avevo i capelli biondi quasi bianchi. Poi è arrivo el Toro per il modo di giocare. Mi piacciono entrambi, vanno bene entrambi. Va bene anche se mi accostano a Robin Williams, in effetti gli somiglio».

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