Salvini come Moro, bufera sul giovane Pd: intervenga la magistratura

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La pagina su Facebook del delegato giovanile del Pd di sarzana
La pagina su Facebook del delegato giovanile del Pd di sarzana
L’immagine incriminata pubblicata sulla pagina Facebook del delegato giovanile del Pd di Sarzana

GENOVA. 4 GIU. Alla vigilia delle elezioni amministrative di domani, un delegato giovanile del Pd e membro del direttivo Giovani Democratici Val di Magra, sulla sua pagina Facebook oggi ha rievocato pubblicamente il sequestro Moro, finito con l’omicidio dello statista Dc. Al posto del viso di Aldo Moro, nella foto è stato messo quello di Matteo Salvini. Il delegato Pd, inoltre, all’inizio del post ha aggiunto un “Lol!”.

I Giovani padani della Liguria lo hanno criticato subito, chiedendo l’intervento della magistratura e denunciando la presunta apologia di reato e la presunta istigazione all’odio: “Ci vogliono morti”.

Se un paio di settimane fa la polizia postale di Imperia aveva deferito all’autorità giudiziaria per apologia del fascismo i camerati del gruppo Fb Dux Nobis, che in sostanza avevano manifestato il loro pensiero facendo una sorta di difesa elogiativa della Rivoluzione fascista, adesso anche il compagno di Sarzana potrebbe finire nei guai.

 

La pagina Dux nobis nei giorni scorsi è stata oscurata. Il fotomontaggio della vittima delle BR è stato rimosso dalla pagina Facebook del piddino sarzanese Edoardo Michele Castaldi.

Il consigliere regionale del Carroccio Stefania Pucciarelli, ha annunciato di aver segnalato il fatto alla Digos spezzina.

“Intervengano la polizia postale e la magistratura, come per il caso di Imperia – ha chiesto il coordinatore giovanile del Carroccio ligure Fabio Bozzo – credo che con il post di oggi si sia superato pericolosamente ogni limite. A parte la mancanza di rispetto per la famiglia dell’ex leader democristiano, secondo me in questo caso siamo di fronte a possibili apologia di reato ed istigazione a delinquere.

Ciò è l’ennesima dimostrazione che il partito di Renzi altro non è che l’ennesimo contenitore per quel tipo di persone che definì le BR compagni che sbagliano. La stessa bottiglia piena di rancore ed odio, che per mantenersi presentabile cambia continuamente etichetta e si genuflette di fronte a banchieri e poteri forti. Se un leghista usa toni accesi è razzista, ma se un piddino minaccia di morte Salvini è dialettica. Se un compagno scivola dal marciapiede è aggressione fascista, ma se i centri sociali bastonano dei militanti di destra sono solo, di nuovo, compagni che sbagliano.

Stavolta credo che l’asticella di pericolo sia stata superata. Auspicare l’omicidio del principale avversario politico di Renzi è un segnale alle troppe teste calde che popolano la sinistra italiana, inclusi i centri sociali. Oggi il messaggio mandatoci è chiaro: ci vogliono morti solo perché non la pensiamo come loro. Noi faremo sempre quadrato per difendere il nostro Capitano”.

 

 

 

 

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