Salone Nautico, l’ammiraglia a vela: l’Advanced A80 di nome e di fatto

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Salone Nautico e l'ammiraglia a vela: l’Advanced A80, di nome e di fatto

GENOVA. 25 SET. Si è sempre colpiti dalle cosiddette “ammiraglie” del Salone Nautico. Qualche volta si cercano apposta, qualche altra si vuole verificare che siano all’altezza dell’onore della cronaca, che si meritino il “titolo”.

Ed eccola, l’ammiraglia a vela del 56. Salone Nautico Internazionale di Genova 2016: è l’Advanced A80 ed è ormeggiata nell’area Sailing World, lo spazio a mare che porta al Padiglione B.

Mi conduce in visita alla barca Antonella Di Leo, Vice President & Marketing Director di Advanced Italian Yachts. «Il cantiere produce maxiyacht tecnologici di lusso», mi spiega, «seguendo una filosofia customer-oriented, che offre al cliente la possibilità di dedicarsi alla parte più emozionale del processo costruttivo».

 

Questo A80 è stato il primo a vedere la luce ed è targato Hong Kong, ma altri due verranno probabilmente costruiti per altrettanti armatori stranieri. La barca su cui salgo è stata poeticamente chiamata “Apsaras”, come lo spirito femminile delle nubi e delle acque secondo le mitologie indù e buddista.

Lo yacht sembra appena varato e, invece, apprendo che è tornato da oltre Oceano, dai Caraibi, perché ha partecipato vittoriosamente nella sua categoria all’ARC 2015 (Atlantic Rally for Cruisers), che si corre da Las Palmas, Gran Canaria a Rodney Bay, Saint Lucia, per approssimativamente 2.700 miglia.

Nonostante le dimensioni, con una lunghezza di 24 metri e un albero alto una trentina di metri, la barca può essere condotta anche da due sole persone: il timoniere può controllare prestazioni e manovre in ogni condizione di mare e di vento.

Il progetto reca la firma degli architetti navali americani John Reichel e Jim Pugh, che si giovano di 30 anni di esperienza di scafi da regata, e degli yacht designer italiani Mario Pedol e Massimo Gino di Nauta Yachts.

Già l’ampissimo pozzetto appare una rivoluzione in positivo, perché si tratta di un’area complanare, senza gradini o altri ostacoli, che comprende la zona pranzo con due divani e due tavoli estensibili, la zona relax e, all’estrema poppa, una zona dedicata all’abbronzatura.

L’interno colpisce subito per l’idea di spazialità, nello specifico dovuta anche alla scelta dell’armatore di mantenere un open space, con un salone al centro a tutto baglio, senza divisori con la cucina. Ogni dettaglio sottolinea l’eleganza, il comfort e la funzionalità degli ambienti.

La tuga è completamente vetrata, per cui, se da una parte la luce filtra abbondante sottocoperta, dall’altra viene concessa una visibilità a 360 gradi su tutto ciò che è intorno. A centro barca si trova il piacevole salone a tutto baglio, dotato di vasta area pranzo, fronteggiata da un divano che forma un’area relax. Qui ci sono anche quattro grandi finestre a scafo, per godere della vista a mare.

Mentre la cucina e il quartiere equipaggio sono collocati a prua e completati da una dinette equipaggio e da due cabine doppie, la cabina armatoriale è a poppa, a tutto baglio.

Il letto matrimoniale centrale viene affiancato da due divani e il bagno è simmetricamente diviso in due parti. Non mancano neppure due cabine ospiti a letti singoli a mezza nave, ma il layout propone anche soluzioni diverse.

I materiali innovativi impiegati e le tecniche costruttive avanzate, con uso di vetroresina e carbonio, con rinforzi in carbonio unidirezionale, rendono la barca molto leggera, come la linea dello scafo pare suggerire.

Insomma, si tratta a tutti gli effetti di una vera regina dei mari, che offre sì molti agi, ma che è pensata per un armatore sportivo, che apprezzi la performance e la funzionalità, come lo stile “minimalista” e una (paradossale?) essenzialità.

Linda Kaiser

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