Sagi Gross porta l’ottima danza contemporanea a Genova

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Blind Sight, del duo Sagi Gross e Jeroen Fransen.
Blind Sight, del duo Sagi Gross e Jeroen Fransen.
Blind Sight, del duo Sagi Gross e Jeroen Fransen.

GENOVA. 25 MAG. Dobbiamo davvero ringraziare il contributo che il Goethe Institut Genua ha dato al Festival Genova Outsider Dancer portando ieri sera a Casa Paganini un evento particolarmente interessante e di altissima qualità,la coreografia Blind Sight, del duo Sagi Gross (coreografo) e Jeroen Fransen (artista multidisciplinare).

La GrossDanceCompany è una compagnia composta dalle più diverse nazionalità (Israele, Germania, Curaçao, Stati Uniti, Paesi Bassi, Giappone), ma con un forte rapporto di formazione e scambio con la scuola di danza tedesca e con un forte rapporto di collaborazione con importanti istituzioni del teatro e della danza in Germania. E’ stata fondata nel 2012 dal coreografo Sagi Gross e dall’artista performativo Jeroen Fransen, che hanno definito come punto focale della loro ricerca e produzione il rapporto dell’individuo con l’ambiente culturale circostante.

Quello che abbiamo visto ieri sera, “Blind Sight”, è una metafora dell’impatto che l’evoluzione tecnologica e sociale ha sui rapporti umani. Entrano in scena cinque danzatori che cercano un contatto fisico, a volte lotrovano,ma questo contatto non porta mai a un vero incontro, ma a collisioni e rimbalzi. Attraverso questo linguaggio spesso ironico e talvolta drammatico Sagi Gross ci offre un’appassionata esplorazione delle relazioni interpersonali.  I cinque bravissimi danzatori (tre maschi e due femmine) sembrano cercarsi scansendo con i loro occhi il perimetro della sala, ma è come se non si potessero vedere. Il loro scontro fisico è accidentale , si scontrano e subito rimbalzano senza trovarsi veramente uniti, anche quando i loro corpi sono allacciati. Devono raggiungere l’altro in un modo diverso e spasmodicamente  vogliono un incontro che però non avviene. E tutto ciò porta inevitabilmente il pubblico a farsi delle domande: è questo ciò che accade anche nelle nostre relazioni? Così reagiscono i nostri sensi al diluvio di informazioni cui la tecnologia ci espone e ai conflitti che la vicinanza tra simili comporta?

 

Uno dei danzatori racconta così il suo percorso in questa performance con Gross: “Il lavoro è molto intenso e una profonda ricerca per tutti noi.  Sento veramente che tutti noi ci impegniamo insieme in questa ricerca. Per me ogni giorno è un’esperienza diversa. E d io sto ancora a cercare nuovi modi per raccontare la mia storia fisica”.

Lo spettacolo che dura circa un’ora e mezza mette a dura prova i danzatori con una tecnica di forza che richiede una grande preparazione sia da un punto di vista fisico che spirituale. Faizah Grootens, Richard Oberscheven, Rob Polmann, Jeffrey Stuut, Asuka Watanabe e lo stesso Sagi Gross danzano sì,ma recitano anche, e lo fanno davvero bene donado tutti sè stessi “Anema ‘e Core”, diciamo noi italiani.

FRANCESCA CAMPONERO

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