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Sacrilegio UE, nei ristoranti ok a pesto alla genovese con le tarme

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Tg2 Rai: pesto con le tarme grazie a nuove norme UE

Macché tarme e cucina creativa. Viva le nostre tradizioni senza integrazioni di sorta. Ora basta. E’ tempo di rivolta: Che l’Inse! Senza lanciare la pietra, per carità.

Ma almeno che nessuno si azzardi a chiamare in modo scorretto il tradizionale pesto alla genovese che è rigorosamente prodotto con basilico di Prà (in alternativa di Andora), pinoli di Pisa prima scelta, olio extravergine della riviera ligure di Ponente, aglio di Vessalico, parmigiano reggiano stagionato, una “brancata” di pecorino sardo stagionato e sale quanto basta.

Tutto il resto è “fake” e non si può assolutamente definire pesto alla genovese.


C’è invece chi, come la cuoca intervistata oggi da una giornalista del Tg2, si è arrogata il diritto di chiamare “pesto alla genovese” un miscuglio fatto addirittura con le “tarme”. Il servizio televisivo verteva sulla nuova norma europea che consente di cucinare e distribuire cibi con insetti e animaletti del genere.

Ecco il servizio di Tg2 Rai su nuove norme UE e cibo con insetti.

 

 

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