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Rumentopoli, stralciate le posizioni del generale Fanelli e di Milli

[caption id="attachment_193866" align="alignleft" width="660"] Il generale di brigata Enzo Fanelli, ex comandante della Legione Liguria, saluta la Bandiera e i suoi uomini nella caserma Vittorio Veneto a Sturla[/caption]

GENOVA. 9 MAR. Rumentopoli e materiale di risulta della ristrutturazione della caserma Vittorio Veneto. Prudente stop del capo della procura genovese sul caso che ha coinvolto l'ex comandante della Legione Liguria, con sede a Sturla, generale di brigata Enzo Fanelli, e l'ex comandante della caserma dei carabinieri, colonnello Massimo Milli.

Francesco Cozzi stasera ha annunciato che le posizioni dei due alti ufficiali dell'Arma sono state stralciate dall'inchiesta principale di Amiu e Switch 1988 "per essere approfondite".

Per il procuratore capo facente funzioni, occorre valutare "l'elemento soggettivo" del reato. In sostanza, si deve ancora appurare se Fanelli e Milli si siano resi effettivamente conto e fossero consapevoli del fatto che quanto accaduto fosse un'operazione illecita. Per tali motivi, le posizioni sono state stralciate e in tal senso ci sono ancora indagini in corso.

I due alti ufficiali risultano indagati per un episodio avvenuto tra febbraio e marzo del 2013. Il colonnello Milli avrebbe contattato una funzionaria dell'Amiu, chiedendole solo informazioni per smaltire i detriti provenienti dai lavori di ristrutturazione della caserma e per risparmiare il più possibile. La funzionaria avrebbe promesso che Amiu se ne sarebbe occupata, cercando di non fare pagare nulla all'Arma.

Non risulta che sia stato offerto o preteso qualcosa in cambio. Il colonnello Milli avrebbe solo dato un virtuale "bacio in fronte" all'impiegata dell'Amiu alla fine della conversazione telefonica, intercettata segretamente dai colleghi carabinieri.

Parte del materiale di risulta, sarebbe stato quindi raccolto da Switch 1988 e i funzionari (indagati) di Amiu l'avrebbero fatto passare come rifiuto ingombrante.

Secondo gli inquirenti, però, i funzionari procurarono un ingiusto profitto al comando generale della Legione Liguria e un danno per la società Amiu. Resta da capire come e se il colonnello Milli avesse effettivamente agito in accordo con loro per la consumazione del reato ipotizzato e se avesse ottenuto il precedente "lasciapassare" del generale Fanelli.