Rumentopoli, i carabinieri indagano pure il generale dei carabinieri

1
CONDIVIDI
Il generale di brigata Enzo Fanelli, ex comandante della Legione Liguria, saluta la Bandiera e i suoi uomini nella caserma Vittorio Veneto a Sturla
Il generale di brigata Enzo Fanelli, ex comandante della Legione Liguria, saluta la Bandiera e i suoi uomini nella caserma Vittorio Veneto a Sturla
Il generale di brigata Enzo Fanelli, ex comandante della Legione Liguria, saluta la Bandiera e i suoi uomini nella caserma Vittorio Veneto a Sturla

GENOVA. 9 MAR. Rumentopoli, spuntano nomi eccellenti. Quando c’è da indagare su fatti e circostanze, i carabinieri non fanno sconti a nessuno. Neppure a uno dei loro generali. Enzo Fanelli, ex comandante della Legione Liguria con sede nella caserma Vittorio Veneto a Sturla, è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di truffa aggravata, nell’ambito dell’inchiesta sullo smaltimento illecito di rifiuti affidata dalla procura genovese ai militari del Noe. Con il generale di brigata Fanelli, per la stessa accusa, risulta indagato anche Massimo Milli, ex comandante della caserma genovese.

I due alti ufficiali avrebbero risparmiato sui costi di smaltimento dei rifiuti, prodotti in conseguenza della ristrutturazione della caserma, accordandosi con alcuni dirigenti Amiu e Switch 1988. In sostanza, i detriti dei lavori sarebbero stati catalogati come rifiuti urbani, provenienti dalla bonifica del territorio. Gli episodi risalgono a un periodo compreso tra febbraio e marzo 2013.

Ma non finisce qui.

 

Nel registro degli indagati risulta iscritto anche l’ex direttore del carcere di Marassi Salvatore Mazzeo, che l’anno scorso era stato trasferito al Provveditorato penitenziario di Torino, e la funzionaria del penitenziario genovese Marta Ghio. Per i due, l’accusa è di abuso d’ufficio. Avrebbero chiesto di ritirare rifiuti elettronici, facendoli catalogare come rifiuti urbani.

Nella maxi inchiesta sui rifiuti dei carabinieri del Noe, coordinati dalla procura genovese, risulta indagato pure l’ex presidente della società Terme di Genova Angelo Priarone. Per lui l’accusa è truffa aggravata.

 

 

1 COMMENTO

  1. Tutti gridano alla vergogna, vergogna, già, pm che si occupano di calcinacci prodotti da una caserma dei Carabinieri e smaltiti da una ditta del comune “ovviamente per risparmiare, non si chiede altro!!”. Vergogna che i magistrati non si occupino di mafia ligure, di concessioni dati a mafiosi e di altre cose un pochino più rilevanti che affondano il nostro bel paese e la bella Liguria.

    Vergogna che la gente NON si indigni difronte alla gente che porta il cane a fare gli escrenenti sui marciapiedi, “cari pm avete di cosa indagare!!” vergogna!!. Bisognerebbe usare il cervello e pensare se un generale dei carabinieri abbia voglia di farsi indagare per smaltire dei calcinacci di una caserma per risparmiare i soldi delle vostre tasche, sarebbe un’utopia, noi siamo abituati allo spreco!! siamo abituati ad essere trattati dai imbecilli, da gente che ci dice che non bisogna dragare i letti dei fiumi ( e poi accade la tragedia) per tutelare la natura ma che poi ci possiamo costruire dentro. RAGGIONATE!! PENSATE!! USATE IL VOSTRO CERVELLO!!

LASCIA UN COMMENTO